Salta al contenuto
27 Giugno 2026

Andatura ridotta nei cani anziani: un possibile segnale precoce di disfunzione cognitiva

Uno studio condotto da un team universitario ha rilevato che nei cani anziani con declino cognitivo la lunghezza dei passi anteriori tende a ridursi; questo segnale motorio, analogo a quello osservato nella demenza umana, potrebbe aiutare a identificare precocemente problemi neurologici

Andatura ridotta nei cani anziani: un possibile segnale precoce di disfunzione cognitiva

La comparsa di cambiamenti nella camminata di un cane anziano può essere più significativa di quanto sembri a prima vista. Recenti ricerche condotte nel contesto della neurologia veterinaria hanno evidenziato che, oltre ai segnali comportamentali classici, anche l’andatura e in particolare la lunghezza del passo anteriore possono riflettere lo stato cognitivo di un animale gerontologico.

Osservare come un cane si muove può quindi offrire indizi utili per individuare una disfunzione cognitiva in fase iniziale, facilitando un intervento veterinario più tempestivo e mirato. Dopo anni di attenzione a sintomi quali cambiamenti nell’interazione sociale e nel sonno, la comunità veterinaria guarda ora anche ai parametri motori come possibili marcatori diagnostici.

Risultati principali dello studio su andatura e declino cognitivo

Un team di ricerca guidato dalla dottoressa Natasha J. Olby, docente di neurologia e neurochirurgia veterinaria alla North Carolina State University, ha analizzato l’andatura di un gruppo di soggetti anziani per identificare correlazioni tra movimento e stato mentale. I ricercatori hanno riscontrato che i cani con segni di deterioramento cognitivo tendevano a eseguire passi anteriori più corti e a mostrare un’andatura complessivamente più lenta rispetto ai coetanei cognitivamente sani. Queste differenze motorie si sono rivelate coerenti e statisticamente significative nel campione esaminato.

Caratteristiche del campione e metodologia

Lo studio ha coinvolto un numero definito di cani anziani, valutati attraverso osservazioni cliniche e misurazioni oggettive dell’andatura. I ricercatori hanno combinato valutazioni comportamentali con analisi del passo per discriminare tra variazioni legate all’età e quelle correlate a un reale declino cognitivo. L’approccio ha permesso di isolare la lunghezza del passo anteriore come uno dei parametri più indicativi.

Perché la lunghezza del passo può riflettere la funzione cognitiva

I meccanismi che collegano movimento e mente sono complessi: la coordinazione motoria richiede l’integrazione di input sensoriali, controllo motorio e processi decisionali a livello cerebrale. Quando queste reti vengono compromesse da processi neurodegenerativi o da alterazioni cerebrali correlate all’età, la strategia di locomozione può mutare. Il risultato osservato nello studio — passi anteriori più corti — è coerente con gli effetti che la demenza produce anche negli esseri umani, dove l’andatura diventa spesso più cauta e ridotta.

In pratica, il cane potrebbe assumere una camminata con passi più corti come meccanismo compensatorio per incertezza nei comandi motori o difficoltà nel processare l’ambiente circostante. Questo tipo di cambiamento non è necessariamente imputabile a dolori articolari o problemi ortopedici, motivo per cui la valutazione veterinaria deve considerare anche l’aspetto neurologico.

Implicazioni pratiche per proprietari e veterinari

Per chi si prende cura di un animale anziano, la raccomandazione principale è osservare attentamente i segnali quotidiani. L’emergere di andatura più lenta o di passi anteriori ridotti dovrebbe spingere a una visita veterinaria per una valutazione completa, che consideri sia possibili cause ortopediche sia aspetti neurologici. Una diagnosi precoce di disfunzione cognitiva può aprire la strada a interventi volti a migliorare la qualità della vita e a gestire i sintomi.

I veterinari, dal canto loro, possono integrare la misurazione dell’andatura nelle procedure di screening geriatrico, affiancandola a test comportamentali e anamnesi. L’adozione di strumenti di monitoraggio oggettivo — ad esempio analisi video o sensori di movimento — può aumentare l’accuratezza delle valutazioni e trasformare un’osservazione quotidiana in un dato clinico utile.

Limiti e prospettive di ricerca

Anche se i risultati sono promettenti, è importante considerare i limiti: la correlazione tra passo e cognizione richiede ulteriori studi su campioni più vasti e diversificati, con controlli più rigidi per escludere cause non neurologiche. Le ricerche future potrebbero esplorare come differenti forme di declino cognitivo influenzino l’andatura e quale sia la sensibilità degli strumenti di misurazione nel contesto clinico quotidiano.

Nel complesso, l’attenzione a parametri motori come la lunghezza del passo anteriore rappresenta un passo avanti nell’approccio multidimensionale alla salute del cane anziano, integrando osservazioni comportamentali, esami clinici e tecnologie di monitoraggio per una valutazione più completa.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.