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12 Giugno 2026

Iter bloccato per la legge popolare che vieta l’accattonaggio con animali in Lombardia

Una proposta di legge popolare depositata a luglio 2026 per vietare l'accattonaggio con animali in Lombardia è ferma in Commissione Sanità nonostante oltre 6.500 firme; la promotrice Carolina Sala denuncia negligenza e segnala presunti racket e condizioni di maltrattamento

Iter bloccato per la legge popolare che vieta l'accattonaggio con animali in Lombardia

È ferma negli uffici regionali la proposta di legge di iniziativa popolare che mira a vietare in modo assoluto l’accattonaggio con animali sul territorio lombardo. Il testo, depositato a luglio 2026 dall’Associazione a Tutela Legislativa Animali e Ambiente – Task Force Animalista, è accompagnato da circa 6.500 firme autenticateoltre il quorum richiesto, ma dopo l’assegnazione alla Commissione Sanità non è mai stata inserita all’ordine del giorno.

Iter burocratico, raccolta firme e la denuncia della promotrice Carolina Sala

L’iniziativa è nata da una mobilitazione di volontari che hanno presidiato banchetti in diverse province lombarde per completare la procedura entro i termini imposti dalla Regione: la promotrice, Carolina Salaracconta che c’erano solo sei mesi per ultimare pratiche complesse e che avvocati del Foro di Milano hanno autenticato i fascicoli gratuitamente. Dopo la validazione amministrativa e il rilascio del documento dall’Ufficio di Presidenza, la proposta è stata formalmente assegnata alla Commissione Sanitàma da allora non risulta essere stata calendarizzata. Per la promotrice questa situazione equivale a una «mancanza di rispetto verso i cittadini» che hanno sottoscritto l’iniziativa.

Numeri, tempi e certificazioni

Secondo quanto riportato dalla promotrice, le firme sono state raccolte con tutte le certificazioni richieste dalla procedura elettorale e il lavoro è stato svolto in larga parte a titolo volontario, «a costo zero per la collettività». Nonostante ciò, l’assenza di una data di discussione in Consiglio regionale mette a rischio la visibilità e l’efficacia dell’iniziativa popolare, che per definizione dovrebbe ricevere un’attenzione prioritaria negli organi istituzionali.

Accuse di sfruttamento e casi segnalati su strada a Milano

La proposta non è soltanto una misura normativa: i promotori denunciano che l’accattonaggio con animali sarebbe spesso collegato a reti organizzate che sfruttano cani, gatti e uccelli per ottenere denaro dai passanti. Vengono descritte condizioni di trasporto e detenzione precarie, con animali provenienti dall’Est Europa stipati in veicoli e impiegati in strada in stato di stress, talvolta sedati o infestati da parassiti.

Un caso emblematico in via Dante a Milano

Tra le segnalazioni raccolte dall’associazione c’è il caso di una cagnolina trovata in via Dante a Milano: secondo la ricostruzione la giovane femmina era apparentemente sedata e coperta di pulci, mentre il libretto sanitario allegato indicava che il microchip era stato impiantato in Bulgaria in una data non coerente con le altre annotazioni. Episodi come questo, sostengono i promotori, rendono difficile risalire alla reale provenienza degli animali e verificare eventuali responsabilità sanitarie o di maltrattamento.

Difficoltà di controllo e strumenti mancanti alle forze dell’ordine

L’associazione segnala inoltre che la maggior parte degli animali impiegati nell’accattonaggio non risulta registrata nella banca dati regionale, diventando così irrintracciabile. A complicare la situazione, secondo i promotori, è la carenza di strumenti a disposizione delle pattuglie: in molti casi le volanti non avrebbero lettori di microchip in dotazione e i libretti sanitari appaiono talvolta compilati in modo irregolare o fittizio.

La dinamica del presunto traffico

La ricostruzione fornita dall’associazione parla di animali che vengono scambiati frequentemente tra persone incaricate della questua, trasferiti oltre confine oppure lasciati senza cure fino a provocarne la morte. La finalità, secondo la denuncia, sarebbe esclusivamente economica, con i cani utilizzati come strumento per suscitare compassione e raccogliere offerte.

Ora l’Associazione a Tutela Legislativa Animali e Ambiente chiede alla Regione di procedere con la calendarizzazione della proposta e di portarla all’esame della Commissione e del Consiglio regionale. Per i promotori, la discussione non riguarda solo una norma di tutela animale ma anche la risposta a segnalazioni ripetute di sfruttamento e possibili illeciti che interessano diverse aree urbane, Milano inclusa.

Resta aperto il nodo dell’azione delle autorità locali: i promotori sottolineano che, pur essendo numerosi i comuni con ordinanze vietanti l’accattonaggio con animali, spesso mancano controlli effettivi, sanzioni e interventi di sequestro. La proposta di legge popolare è pensata per intervenire a livello regionale, stabilendo un divieto uniforme e strumenti operativi per contrastare questo fenomeno.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.