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7 Novembre 2026

Virus dei conigli: mixomatosi e divieto di caccia in quasi tutto il Veneto

La mixomatosi si sta diffondendo in Veneto e le autorità hanno sospeso la caccia alla lepre in quasi tutta la regione.

Virus dei conigli: mixomatosi e divieto di caccia in quasi tutto il Veneto

Dal 7 novembre la regione Veneto ha attivato un provvedimento eccezionale: il divieto di caccia alla lepre si è esteso a ulteriori dodici ambiti territoriali e a sette comprensori alpini, coprendo quasi la totalità delle zone cacciabili. La misura, valida fino al 30 novembre, nasce dall’avanzamento dell’epidemia di mixomatosi, il cosiddetto “virus dei conigli”, che ha già provocato focolai in diverse province della regione.

Il provvedimento è stato formalizzato con un decreto del Presidente della Regione, che ha specificato i codici degli ambiti interessati. L’intervento si inserisce in un contesto più ampio di sorveglianza sanitaria e di protezione della fauna selvatica, dove le autorità veterinarie hanno più volte evidenziato la necessità di contenere la diffusione del patogeno per evitare ulteriori danni ecologici.

Estensione del divieto: le 19 nuove aree

Il nuovo divieto di caccia riguarda gli ambiti territoriali VE01, PD02, PD03, VI02, VR01, VR03, VR04, TV01, TV02, TV07, TV09 e TV10, oltre ai comprensori alpini VR15, VI20, TV03, TV08, TV10, TV13 e TV28. Con questa operazione, la Regione ha quasi completato il blocco su tutti i 28 ambiti di caccia presenti sul territorio veneto, lasciando soltanto il comprensorio di Belluno per il momento fuori dalla restrizione.

Ambiti territoriali e comprensori coinvolti

Gli ambiti citati includono aree molto frequentate da cacciatori, ma soprattutto zone dove sono state riscontrate le prime foci di mixomatosi nei conigli e nelle lepri selvatiche. Tra gli ambiti più colpiti vi sono quelli di Padova e Venezia, dove le indagini veterinarie hanno confermato la presenza del ceppo ricombinante Toledo-MYXV, capace di infettare entrambe le specie.

Mixomatosi: dal ceppo spagnolo alla diffusione in Veneto

Il virus dei conigli è stato identificato per la prima volta in Spagna nel 2018, quando un evento di ricombinazione genetica ha prodotto il ceppo Toledo-MYXV. Da allora il patogeno si è spostato gradualmente verso il nord-est europeo, comparendo in Portogallo, Olanda, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Ungheria, prima di approdare in Italia lo scorso settembre.

Clinicamente, la mixomatosi si manifesta con noduli cutanei su testa, occhi, naso, zampe e zona anogenitale, accompagnati da edema e congiuntivite che nei casi più gravi possono portare alla cecità. Sono segnalate anche lesioni polmonari e, in situazioni estreme, una rapida compromissione del sistema immunitario. Sebbene la malattia sia altamente contagiosa per i conigli europei (Oryctolagus cuniculus) e per le lepri, non presenta alcun rischio zoonotico per l’uomo, come ribadito dal Ministero della Salute.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.