Negli ultimi mesi la mixomatosi, una patologia virale tipicamente associata ai conigli, ha iniziato a colpire anche i leprotti selvatici del Veneto. La variante identificata, nota come Toledo-MYXV, si è diffusa rapidamente in diverse zone, provocando un calo preoccupante della popolazione di lepri e sollevando timori sia per l’ecosistema naturale che per gli allevamenti di carne cunicola.
Le autorità veterinarie regionali hanno monitorato con attenzione la situazione, raccogliendo segnalazioni da enti di gestione faunistico-venatoria e da centri di riferimento. I dati emersi hanno mostrato che, sebbene la malattia sia stata confermata in tutte le province venete tranne Belluno, la pressione sul numero di esemplari è ormai critica, soprattutto nelle aree più produttive per la carne di coniglio.
Decreto regionale: stop alla caccia in 12 ATC e in un comprensorio alpino
Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha firmato un decreto che sospende il prelievo venatorio della lepre comune dal 31 ottobre al 30 novembre 2026. L’interdizione interessa dodici Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) – Ro01, Ro02, Ro03, Pd04, Ve02, Ve03, Ve04, Vr05, Vr06, Tv03, Tv05, Tv06 – e il comprensorio alpino Tv14. Si tratta di una misura cautelativa, mirata e temporanea volta a tutelare la specie e il patrimonio faunistico regionale.
Ambiti territoriali coinvolti
Le zone interessate coprono parti delle province di Rovigo, Padova, Venezia, Verona e Treviso. In queste aree, le autorità hanno riscontrato una “contrazione della consistenza della specie” dovuta alla rapida diffusione del virus. Il provvedimento, basato sul quadro epidemiologico fornito dai Servizi Veterinari Regionali e dallo Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, prevede anche il divieto di cattura, trasferimento e rilascio di lepri, anche provenienti dall’estero, per qualsiasi attività di ripopolamento.
Mixomatosi e variante Toledo-MYXV: conseguenze per lepri e conigli
La mixomatosi è una malattia virale che provoca lesioni cutanee, gonfiore delle palpebre e infiammazioni oculari negli animali colpiti. Nella variante Toledo-MYXV, i sintomi si manifestano con una mortalità più elevata, rendendo la situazione particolarmente pericolosa per le popolazioni di lepre europea. Il virus, infatti, si trasmette tramite insetti vettori e contatto diretto, rendendo difficile il contenimento senza interventi di ampio respiro.
Ripercussioni sull’allevamento di conigli in Veneto
Il Veneto è responsabile di circa il 40 % della produzione nazionale di carne cunicola. La provincia di Treviso contribuisce da sola al 20 % del totale italiano, seguita da Padova e Vicenza. I focolai nei capannoni di allevamento hanno spinto le istituzioni a intensificare la sorveglianza, poiché un focale nell’allevamento può rapidamente contaminare la fauna selvatica. Per questo motivo è stato rafforzato il monitoraggio e sono state avviate campagne informative rivolte a cacciatori, agricoltori e operatori faunistici.
L’intero provvedimento resterà in vigore fino al 30 novembre, data di chiusura del periodo di caccia previsto dal calendario regionale. Successivamente, la Regione valuterà l’evoluzione dell’epidemiologia e potrà decidere se prolungare o modificare le restrizioni. Nel frattempo, la priorità rimane impedire ulteriori spostamenti di animali, che potrebbero favorire la diffusione della mixomatosi, e garantire che gli esemplari introdotti in natura siano certificati come sani.



