Il 6 novembre la pittoresca Offida ha vissuto una trasformazione insolita: la sua centrale piazza del Popolo è stata scelta come location per le riprese di un cortometraggio di rilievo nazionale. Il progetto, intitolato “Le lettere dei conigli”, è diretto dalla regista ascolana Elisa Galiè, classe 1990, e vede la partecipazione di volti noti del cinema italiano. L’intervento della troupe, supportata da Mompracem e Manetti bros. Film, ha coinvolto tutta la cittadinanza, trasformando una normale giornata di mercato in un vero e proprio festival di luci, macchine da presa e attori.
Le autorità comunali hanno accolto con entusiasmo l’arrivo della produzione cinematografica. Il sindaco Luigi Massa ha sottolineato come la scelta di Offida evidenzi il valore storico-architettonico del borgo e la capacità della comunità di ospitare iniziative culturali di alto profilo. Grazie al sostegno della Regione Marche, della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission, il set ha potuto operare con le risorse necessarie, garantendo un impatto positivo sull’economia locale e una visibilità nazionale per la cittadina.
Le riprese nella piazza del Popolo di Offida
La piazza del Popolo, con le sue antiche pietre e le facciate in pietra arenaria, si è rivelata lo sfondo ideale per le scene chiave del cortometraggio. La troupe ha allestito un vero set, completato da luci professionali, microfoni direzionali e una cabina di regia temporanea. Il regista ha orchestrato la composizione delle inquadrature con attenzione maniacale, sfruttando le linee architettoniche per creare atmosfere intimamente legate al periodo storico rappresentato. Il risultato è un’immagine visiva che unisce la bellezza del borgo al dramma della narrazione.
Curiosità dei giovani spettatori
Alcuni ragazzi del luogo si sono fermati a osservare il lavoro della troupe, cogliendo ogni dettaglio: dalle luci che cambiano colore ai tempi di ripresa, dalle indicazioni della regista alle manovre dei tecnici del suono. La loro presenza è stata accolta con entusiasmo, trasformando l’esperienza in un laboratorio pratico di cinema. Per molti è stata la prima occasione di avvicinarsi al mondo del cinema nelle Marche, scoprendo senza filtri il dietro le quinte di una produzione professionale.
Trama e temi di “Le lettere dei conigli”
Ambientato nel 1916, il film narra la storia di Giuseppe, soldato in trincea sulle montagne dell’Alto Adige, e della sua amata Filomena, rimasta nelle Marche. Entrambi sono analfabeti e, per comunicare, si affidano a due preti – Don Pietro e Don Mario – che diventano i portatori silenziosi delle loro parole. Attraverso una corrispondenza ricca di affetto e ironia, la coppia riesce a mantenere viva la speranza, superando la distanza imposta dalla guerra. Il titolo, “Le lettere dei conigli”, richiama il mondo contadino e la vulnerabilità di chi è strappato dalla propria terra.
Sostegno istituzionale e impatto sulla comunità
Il progetto è stato possibile grazie a un finanziamento congiunto della Regione Marche (PR FESR 2021-2027), della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission, oltre al contributo del Ministero della Cultura. Questi enti hanno facilitato i sopralluoghi, fornito permessi rapidi e messo a disposizione una rete di professionisti locali, dal direttore della fotografia al tecnico del suono. Il risultato è stato un’intera produzione realizzata interamente nelle Marche, coinvolgendo Ascoli Piceno, Offida, Campofilone e la Foce di Montemonaco, confermando la regione come hub cinematografico emergente.
Il sindaco di Campofilone, Riccardo Verdecchia, ha espresso orgoglio per l’arrivo della troupe, sottolineando come il set abbia generato benefici per le strutture ricettive, la ristorazione e le attività commerciali del territorio. Il coinvolgimento della popolazione, dalla curiosità dei giovani alle interviste spontanee, ha creato un legame diretto tra cinema e cittadini, trasformando il corto in un vero e proprio motore di coesione sociale. In parole del presidente della Fondazione Marche Cultura, Andrea Agostini, “Le lettere dei conigli” dimostra come talento locale, produzione di rilievo e professionalità regionali possano convergere per dare vita a opere che rispecchiano l’identità del territorio.
L’esperienza di Offida come set cinematografico ha mostrato come la valorizzazione del patrimonio storico-culturale possa andare di pari passo con lo sviluppo di nuove opportunità economiche e formative. Il corto, una volta terminato, porta con sé il ricordo di una piazza che è stata protagonista di una storia d’amore e di guerra, e soprattutto, di una comunità che ha aperto le porte al cinema e ai sogni che esso può alimentare.



