Dal 5 all’8 novembre Verona si è trasformata nel fulcro globale del cavallo. La 128ª edizione di Fieracavalli, la più antica manifestazione equina italiana, ha riempito i 12 padiglioni di Veronafiere e gli spazi esterni, celebrando oltre quattro secoli di tradizione eripea.
Con 2.400 cavalli appartenenti a 60 razze diverse, la fiera ha riscosso un sold-out totale, attirando 700 espositori provenienti da 25 nazioni, tra cui Italia, Francia, Giappone e Kazakhstan. Il catalogo di eventi supera i 200 appuntamenti, spaziando dalle competizioni sportive alla Longines FEI Jumping World Cup, ultima tappa italiana del circuito di salto ostacoli. A supporto della transazione commerciale, 40 top buyer provenienti da 11 paesi sono stati selezionati con l’aiuto di ICE Agenzia.
Il ruolo delle istituzioni: visita di ministri e del Presidente del Consiglio
All’inaugurazione, il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana ha aperto i festeggiamenti, seguito da una cerimonia con i ministri dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del Turismo Gianmarco Mazzi e per le Disabilità Alessandra Locatelli. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto visita alla manifestazione venerdì 6 novembre, sottolineando l’importanza del settore equestre per l’economia nazionale: più di 100 mila persone coinvolte e un fatturato di 3 miliardi di euro.
Lollobrigida ha evidenziato il valore storico-culturale del cavallo e il suo potere di generare occupazione e ricchezza, mentre Mazzi ha parlato del turismo equestre come nuovo volano per i viaggiatori in cerca di esperienze autentiche, comparabili all’enoturismo. Il ministro per le Disabilità, Locatelli, ha rimarcato l’impatto sociale dell’ippoterapia e dei progetti di inclusione, sostenuti dal Governo.
Turismo equestre, inclusione e prospettive future
Uno dei punti salienti dell’edizione è l’apertura di un ristorante gestito dalla cooperativa sociale Ape’n Down, realizzato in partnership con Fieracavalli per offrire a giovani e adulti con disabilità intellettiva un ambiente di apprendimento professionale. L’iniziativa è parte di una più ampia strategia di inclusione che vede la fiera come piattaforma per integrare persone svantaggiate nel mercato del lavoro.
Il ministro del Turismo ha inoltre evidenziato che in Italia esistono 1 375 strutture dedicate al turismo equestre, con il 9 % della popolazione che ha praticato una passeggiata a cavallo nell’ultimo anno. La fiera, quindi, non è solo una vetrina commerciale, ma anche un motore per lo sviluppo di percorsi turistici che collegano borghi, campagne e parchi, valorizzando il patrimonio territoriale del Veneto, che conta più di 30 600 equidi e 8 400 allevamenti.
Il presidente regionale Alberto Stefani ha ricordato che il patrimonio equino del Veneto è una risorsa capace di creare opportunità al di fuori del settore puramente sportivo. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha definito l’evento il “centro equestre più grande al mondo per quattro giorni”, sottolineando l’importanza di competitività e innovazione per mantenere la posizione di leadership.
Prospettive per le nuove generazioni
Meloni ha concluso la visita con un appello a incentivare il settore per i giovani, evidenziando le possibilità di formazione, specializzazione e inserimento in una filiera che spazia dal vetriario alla gestione di eventi sportivi. L’idea è trasformare la passione per il cavallo in una carriera concreta, contribuendo così a superare le difficoltà economiche attuali.
Con la chiusura prevista per domenica 8 novembre, la 128ª Fieracavalli lascia un’impronta indelebile: numeri record, presenza istituzionale di alto livello e una visione che integra economia, cultura e inclusione sociale, confermando Verona come capitale mondiale del cavallo.



