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28 Ottobre 2026

Programma di benessere per i cavalli da lavoro a Giza: 700 a 2.000 esemplari

Un ambizioso piano quinquennale punta a rivoluzionare la vita dei cavalli da lavoro a Giza, passando da 700 a 2.000 esemplari.

Programma di benessere per i cavalli da lavoro a Giza: 700 a 2.000 esemplari

Quando il Longines Global Champions Tour ha fatto tappa al Cairo, non è stato solo un evento sportivo: è diventato il punto di partenza di un impegno a lungo termine per i cavalli che lavorano attorno alle Piramidi. L’arrivo di atleti, sponsor e media ha acceso i riflettori su una realtà spesso nascosta, quella dei cavalli da lavoro che affrontano condizioni climatiche estreme e carichi pesanti senza le cure di base necessarie.

In risposta, la Federazione Equestre Egiziana (EEF) ha firmato un accordo con il Global Champions Tour e una serie di istituzioni locali e internazionali per lanciare un programma quinquennale dedicato al benessere equino. L’obiettivo dichiarato è creare un modello sostenibile di assistenza, formazione e vigilanza che possa perdurare anche al di là della durata delle competizioni.

Un progetto con molteplici partner

Il programma nasce dalla sinergia tra l’EEF, il Global Champions Tour, l’Organizzazione Generale per i Servizi Veterinari (GOVS), il Governo egiziano, l’impresa Orascom Pyramids e la Brooke, nota a livello internazionale per la tutela degli equidi da lavoro. Questa coalizione ha definito un sistema di supervisione indipendente che garantirà continuità, monitorerà i risultati e renderà conto dei progressi mediante verifiche periodiche.

Microchip, vaccinazioni e controlli veterinari

Uno dei pilastri del piano è la digitalizzazione del patrimonio equino: tutti gli animali coinvolti saranno identificati con microchip, la cui tracciabilità consentirà di registrare vaccini, trattamenti e visite veterinarie. Già in corso sono campagne vaccinali su larga scala e controlli sanitari mirati, che costituiscono la base su cui costruire interventi più strutturati.

Le fasi operative: da 700 a 2.000 cavalli

La prima ondata di interventi interesserà circa 700 cavalli presenti nell’area di Giza. Una volta consolidati i protocolli, la seconda fase prevede l’estensione del progetto a 2.000 esemplari. Le priorità operative includono: miglioramento dell’accesso a cibo di qualità, acqua potabile e medicinali essenziali; creazione di percorsi formativi per proprietari, conduttori e groom; installazione di sistemi di monitoraggio permanente del benessere equino e diffusione di linee guida chiare sulla responsabilità nella gestione degli animali.

Per sostenere questi interventi è stato istituito un meccanismo di finanziamento dedicato. Oltre ai contributi delle organizzazioni partner, il progetto apre la porta a donazioni da parte di cavalieri, sponsor e pubblico, trasformando la community in co-protagonista della trasformazione.

Vigilanza indipendente e prospettive a lungo termine

La presenza di Jenny Ellis, referente dell’International Grooms Association, assicura una supervisione tecnica imparziale. La sua esperienza, combinata con la lunga operatività sul territorio della Brooke (dal 1934), rappresenta una garanzia contro possibili derive di green-washing o welfare-washing. I risultati saranno valutati con indicatori misurabili, garantendo che le migliorie siano tangibili e verificabili.

Se il progetto riuscirà a mantenere alta l’attenzione anche dopo la conclusione delle prossime tappe del Global Champions Tour, Giza potrà vantare un’eredità concreta: un modello di assistenza, formazione e responsabilità replicabile in altre regioni dove i cavalli da lavoro sono ancora vulnerabili. La speranza è che, entro cinque anni, tutti gli animali coinvolti possano godere di condizioni di vita dignitose, trasformando un’immagine tradizionale di sfruttamento in un esempio di rispetto e cura.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.