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15 Ottobre 2026

Storia, illegalità e poesia del cavallo

Cavalli tra leggenda, crimine e arte: scopri il nuovo racconto di Castelli, la corsa clandestina di Palagonia e le poesie ispirate alla grotta Chauvet.

Storia, illegalità e poesia del cavallo

Il cavallo ha accompagnato l’uomo per millenni, diventando simbolo di potere, libertà e, talvolta, di illegalità. In pochi mesi, tre realtà molto diverse hanno messo in luce questo animale: un volume letterario che ne celebra la storia, una gara clandestina che ha coinvolto uomini armati e un’espressione artistica che ritrova il suo profilo nelle pitture di una grotta preistorica.

Renzo Castelli riscopre il “sport dei re” nella sua ultima opera

Nel suo nuovo volume pubblicato da ETS, Renzo Castelli – giornalista pisano cinquantenne, decano dei cronisti locali e collaboratore storico de La Nazione – presenta Storie di uomini e di cavalli una raccolta di 73 racconti che ruotano attorno al cavallo. Il libro, lungo 192 pagine, prende come epicentro il Parco di San Rossore ma si dipana in continenti lontani, dal Washington International delle corse americane alle sponde del Po.

Anecdoti che attraversano secoli e continenti

Castelli intreccia personaggi celebri – Charlie Chaplin e Walt Disney, appassionati di corse di cavalli – con figure meno note come Guy de Maupassant e Buffalo Bill, entrambi presenti a un premio organizzato a Pisa decenni fa. Il risultato è una narrazione che passa dal cosplay sportivo alla storia del costume, dal romanzo d’avventura al racconto biografico, dimostrando come il cavallo sia sempre stato una ponte tra cultura e spettacolo.

Il formato compatto del volume – ideato per essere inserito nella tasca della giacca – invita il lettore a consultarlo in spazi di attesa, trasformando un semplice libro in compagno di viaggio per curiosi e appassionati.

Corsa clandestina a Palagonia: quando il divertimento diventa pericolo

Un video diffuso su Facebook ha rivelato una corsa clandestina di cavalli nella campagna di Palagonia, in provincia di Catania. L’attivista per i diritti animali Enrico Rizzi seguito da quasi un milione di utenti, ha mostrato sul proprio profilo diverse scene in cui uomini armati brandivano pistole durante la gara. Alcuni partecipanti hanno il volto scoperto, perché Rizzi ha preferito non oscurarli, volendo che tutti vedano la violenza del gesto.

Le autorità e la legislazione inefficace

Il filmato è stato immediatamente inviato al prefetto, al questore e ai carabinieri con una richiesta di indagini urgenti. Rizzi ha criticato apertamente la legge Brambilla definendola “inutile” di fronte a un fenomeno che combina maltrattamento animale e esposizione di armi da fuoco. L’evento, ancora in fase di accertamento, mette in luce un “sport dei re” degradato, dove la sicurezza pubblica è messa a repentaglio da gruppi organizzati.

Nel panorama italiano, la carriera di Rizzi si distingue per la capacità di trasformare un singolo video in una mobilitazione mediatica capace di spingere le istituzioni ad agire, dimostrando che la lotta contro le corse illegali può partire dal semplice click di un like.

Il cavallo nella preistoria: dalla grotta di Chauvet alla poesia di Giulio Paci

Il regista tedesco Werner Herzog ha recentemente realizzato il documentario Cave of Forgotten Dreams esplorando la Grotta Chauvet nell’Ardèche, Francia. Scoperte negli anni ’90, le pareti della grotta ospitano pitture rupestri di oltre 35.000 anni, in cui i cavalli corrono, si sovrappongono e si intrecciano con altri animali preistorici. Gli esperti interpretano queste immagini come ritratti collettivi di un’antica comunità, più simili a templi che a semplici abitazioni.

Giulio Paci: la poesia che riecheggia la preistoria

Il giovane poeta pisano Giulio Paci 34 anni, ha tratto ispirazione da questi dipinti per la raccolta Il visitatore. Le sue parole ricostruiscono nella mente del lettore una grotta immaginaria dove i cavalli diventano simboli di memoria e di instabilità primordiale. Paci descrive la scena con frasi come “Siamo una parte di bosco” e “Il cielo insiste sul niente”, creando un legame emotivo tra l’arte rupestre e la poesia contemporanea.

Il contrasto tra la crudele realtà della corsa clandestina e la sacralità della pittura preistorica evidenzia come il cavallo possa essere al contempo strumento di potereviolenza e ispirazione spirituale. Dalle corse di San Rossore alle ombre di Palagonia, fino ai segni incisi nella pietra di Chauvet, la figura del cavallo attraversa secoli, culture e discipline, lasciando una traccia indelebile nel nostro immaginario collettivo.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.