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8 Novembre 2026

Processo a Giugliano per maltrattamento animale: cane muore sotto il sole

Una vacanza estiva si trasforma in processo per la morte di un cane abbandonato al sole.

Processo a Giugliano per maltrattamento animale: cane muore sotto il sole

Nel cuore di Giugliano, una cittadina ha suscitato un acceso dibattito sulla tutela degli animali domestici. Nell’estate del 2025, ha lasciato i suoi due cani in un cortile senza alcuna protezione, dove uno dei due è morto per le condizioni estreme. Il caso, denunciato da numerose associazioni animaliste, ha portato la responsabile davanti al giudice con l’accusa di maltrattamento aggravato.

Il contesto è stato ricostruito grazie alle testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine e dalle Guardie zoofile dell’OIPA. Il cane deceduto era stato legato a una cyclette tramite una catena molto corta, senza ombra, acqua né cibo sufficiente per sopravvivere a due giornate di pieno sole. L’altro animale è stato salvato in extremis da un intervento combinato di polizia municipale e volontari.

Fatti accaduti ad agosto 2025 a Giugliano

Il 9 agosto 2025, mentre la proprietaria si trovava in vacanza, i due cani sono stati rinchiusi nel cortile. La ciclette al centro del cortile è stata l’unico punto di ancoraggio per una delle due cagnoline, legata con una catena di pochi centimetri. In assenza di alcun riparo, il caldo torrido ha provocato un colpo di calore letale: il cane è morto di stenti. Il secondo cane, più agile, è riuscito a scappare parzialmente, ma è stato soccorso in tempo grazie all’intervento tempestivo delle autorità.

Il coinvolgimento delle associazioni animaliste e l’avvio del procedimento

Otto organismi impegnati nella difesa dei diritti animali, tra cui l’associazione romana Zampe che danno una mano, hanno sporto denuncia entro poche settimane dal fatto. L’avvocata Giada Bernardi, specializzata in tutela legale degli animali e fondatrice dello studio “GiustiziAnimale”, ha presentato la querela, chiedendo di costituirsi parte civile per garantire che il caso non svanisca nell’oblio. Bernardi ha sottolineato che il cane non aveva alcuna possibilità di difendersi: era legato, senza ombra e senza alcun “cui” a cui rivolgersi.

Il processo e la rilevanza della legge 82/2025

Il giudizio è previsto per un prossimo termine, ma già rappresenta un banco di prova fondamentale per la recente legge 82/2025, che riconosce gli animali come vittime dirette di reati. La decisione del tribunale determinerà quanto la normativa sia efficace nella pratica, soprattutto nei casi di abbandono in vacanza. Bernardi ha ricordato che la legge è entrata in vigore poche settimane prima della tragica morte, e il processo servirà a confermare se le sanzioni previste siano sufficienti a dissuadere comportamenti simili.

Nel corso dell’udienza, le associazioni intendono evidenziare la necessità di una maggiore responsabilità da parte dei proprietari, soprattutto in periodi di vacanza. L’abbandono di animali legati a una catena, sotto il sole cocente, non può più essere considerato una semplice dimenticanza: la legge lo qualifica come reato penale. La sentenza potrà stabilire un precedente importante per future vicende analoghe e rafforzare la consapevolezza pubblica sull’obbligo di garantire cure adeguate anche quando si è lontani da casa.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.