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18 Giugno 2026

Lucca sperimenta con IN-HABIT una città più vivibile grazie al rapporto uomo-animale

A Lucca il progetto IN-HABIT dell’Università di Pisa trasforma il rapporto tra persone e animali in un motore di innovazione sociale, urbana ed economica.

Lucca sperimenta con IN-HABIT una città più vivibile grazie al rapporto uomo-animale

Nella cornice di Lucca un’iniziativa europea coordinata dall’Università di Pisa ha messo al centro gli animali come risorsa per la comunità. Il progetto IN-HABIT promosso dal Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa in collaborazione con il Comune di Lucca e LuccaCrea ha lavorato per integrare la presenza degli animali nella vita urbana secondo una visione di salute unica che connette benessere umano, animale e ambientale.

In cinque anni di attività, questa sperimentazione toscana—riconosciuta a livello di Europa—ha intrecciato la progettazione degli spazi pubblici con servizi sociali e nuove opportunità economiche. Dal ridisegno dei percorsi cittadini alla nascita di servizi di pet care per persone in difficoltà, fino alla creazione di imprese legate alla relazione uomo-animale, il progetto ha mostrato come la città possa cambiare quando gli animali vengono considerati una componente attiva del tessuto urbano.

Spazi cittadini ripensati: 15 km di percorsi “animabili”

Uno dei risultati più tangibili è la realizzazione di 15 chilometri di percorsi “animabili” itinerari pensati per rendere più facile l’interazione tra persone e animali negli spazi pubblici. Questi tracciati intelligenti, collegati ad aree relazionali, sono stati concepiti per favorire una fruizione condivisa e rispettosa dell’ambiente urbano, valorizzando la dimensione sociale della città. L’impostazione è stata partecipativa l’ascolto dei cittadini e il coinvolgimento della comunità hanno orientato scelte e priorità, con l’obiettivo di coniugare estetica, inclusione e sostenibilità.

Una visione basata sulla salute unica

La filosofia che ha guidato il progetto si richiama al principio della One Health intesa come salute integrata di persone, animali e ambiente. In questa prospettiva, migliorare gli spazi nelle città significa favorire relazioni più equilibrate, promuovere stili di vita attivi e ampliare il contatto con la natura. La presenza di animali domestici e selvatici viene così considerata parte di un ecosistema urbano capace di generare valore sociale, culturale ed economico per la collettività.

Servizi sociali ed educativi: animali come alleati della comunità

L’azione non si è limitata alla trasformazione fisica dei luoghi. IN-HABIT ha aperto a interventi sociali ed educativi capaci di raggiungere residenti di età e bisogni diversi. Nelle scuole primarie e secondarie, centinaia di studenti sono stati coinvolti in percorsi di coprogettazione urbana che hanno affrontato, con approcci creativi e pratici, il modo in cui gli animali possono entrare nelle dinamiche della città. Questo lavoro con i giovani ha contribuito a consolidare una cultura della convivenza responsabile e attenta al benessere comune.

Supporto alle fasce fragili e pet care

Accanto alla dimensione educativa, il progetto ha promosso interventi assistiti con animali presso residenze sanitarie, portando benefici relazionali e di benessere a anziani e persone vulnerabili. È stato inoltre ideato un servizio di pet care rivolto a chi si trova in condizioni di fragilità, per non interrompere il legame con il proprio animale nei momenti più complessi. Queste iniziative hanno mostrato come la relazione con gli animali possa diventare una leva concreta per la qualità della vita e la coesione sociale.

Pet economy e nuove imprese: 35 iniziative avviate

Sul piano economico, l’esperienza lucchese ha dato slancio alla pet economy. Sono stati avviati 35 progetti imprenditoriali che spaziano dal turismo pet-friendly alla gestione innovativa dei servizi per animali, aprendo opportunità di lavoro con particolare attenzione per giovani e donne. La relazione uomo-animale,

Il potenziale sociale ed economico secondo Francesco Di Iacovo

Il coordinamento scientifico del progetto è stato affidato al professore Francesco Di Iacovo dell’Università di Pisa. Le sue parole sottolineano la portata del fenomeno: «I pet in Italia sono in numero superiore agli abitanti». E ancora: «A questi si aggiungono gli animali presenti in natura che rappresentano fonte di biodiversità e di contatto con la natura di estrema importanza per i cittadini». A partire da questa constatazione, l’esperienza di Lucca è stata letta come un banco di prova per replicare il modello in altri contesti urbani, con l’ambizione di attivare percorsi di innovazione in grado di rispondere ai bisogni emergenti della vita nelle città.

La rete di soggetti coinvolti—Università di PisaDipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di PisaComune di Lucca e LuccaCrea—ha mostrato come la cooperazione tra istituzioni, enti locali e attori della cultura possa incidere in modo concreto sulla qualità dello spazio urbano e sulle opportunità per i cittadini. L’esperienza maturata dimostra che investire su percorsi “animabili”, servizi di prossimità e iniziative imprenditoriali legate alla relazione con gli animali può generare effetti durevoli sul piano sociale ed economico.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.