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7 Novembre 2026

Berte minori: jet lag e rimedi contro le catture accidentali

Le berte minori, fisiche del jet lag, deviano la rotta e ora si sperimentano reti intelligenti per proteggerle.

Berte minori: jet lag e rimedi contro le catture accidentali

Le berte minori (Puffinus puffinus) percorrono ogni anno rotte di oltre 1.000 km tra i ricchi pascoli dell’Atlantico nord-orientale e le colonie di nidificazione del Regno Unito. Durante questi spostamenti affrontano rapidi cambi di longitudine e, come gli esseri umani, subiscono gli effetti di un jet lag fisiologico. Un’indagine condotta dall’Università di Oxford, basata su più di diecimila punti GPS raccolti da 1.045 esemplari, ha svelato come il loro orologio biologico possa sfasarsi rispetto all’ora solare quando si volano verso est o verso ovest.

Jet lag: come l’orologio interno scombussola la navigazione delle berte

Gli uccelli si affidano soprattutto alla posizione del Sole per orientarsi. Quando viaggiano verso ovest, il loro interno cronometro si sincronizza con il sorgere più tardivo, mantenendo la rotta prevista. Invece, nel ritorno a est, il sole appare prima; l’orologio interno resta in ritardo di fino a un’ora, generando deviazioni in senso orario. L’analisi dei 3.688 viaggi registrati ha mostrato deviazioni medie di 7°, mai superiori a 15°. Su un percorso di 1.000 km, ciò corrisponde a un errore di circa 5 km, facilmente compensabile dai volatili grazie a continui aggiustamenti in volo.

Affidamento quasi esclusivo al Sole

I dati hanno inoltre dimostrato che, quando le berte si trovano in mare aperto, fanno scarso uso del campo magnetico terrestre, delle stelle o dei profili costieri. Il Sole rimane la loro bussola primaria, tanto che le deviazioni si verificano anche vicino alla costa, dove altri segnali potrebbero essere disponibili.

Dispositivi innovativi per ridurre le catture accidentali nelle reti da posta

Il bycatch, ossia la cattura involontaria di specie non bersaglio, è una minaccia costante per le berte e per altri alcidi. Uno studio della University of Exeter ha testato due soluzioni semplici ma efficaci: gli aquiloni a forma di rapace, soprannominati “scarybird”, e le boe con enormi occhi disegnati. Su 1.057 calate di rete effettuate tra ottobre 2023 e marzo 2025, i primi hanno ridotto le probabilità di cattura del 71%, le boe del 59%. Inoltre, il rapporto tra catture e sforzo di pesca è sceso del 62% con gli aquiloni e del 68% con le boe.

Condizioni di massima efficacia

L’efficacia è risultata più marcata entro i primi 30 metri dal dispositivo e in inverno, quando le maglie delle reti erano tra 100 e 120 mm. Tuttavia, i risultati si limitano alle berte e ad altri alcidi: non vi sono evidenze di impatto su cetacei o foche, e le boe con occhi potrebbero addirittura attirare questi ultimi.

Combinare la comprensione dei meccanismi di jet lag con tecnologie di mitigazione apre nuove prospettive per la conservazione. Ridurre le deviazioni di rotta rende gli uccelli più efficienti nella ricerca di cibo, mentre le reti intelligenti diminuiscono le morti accidentali, contribuendo a stabilizzare le popolazioni di berte minori in un contesto di pressioni ambientali crescenti.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.