Dieci anni dopo gli sgomberi forzati dei terreni comunali di Campo Boario e Gionchetto, il gruppo guidato da Ferdinando “Pescio” Di Silvio ha iniziato a far riaffiorare la presenza dei suoi cavalli nelle zone di confine. L’operazione, avviata lentamente ma con decisione, è divenuta un vero segnale per le famiglie rivali, un modo per dimostrare che l’attività illecita legata al traffico di stupefacenti continua a generare risorse sufficienti per acquistare animali di prestigio.
Le immagini sui social network mostrano i cavernicoli in calesse improvvisate che sfilano lungo le strade periferiche, quasi a proclamare il ritorno di una supremazia tanto simbolica quanto territoriale. L’ultima “stalla” è stata eretta sotto gli eucalipti, all’angolo tra il canale delle Acque Medie e il ponte di via Pionieri della Bonifica, a stretto contatto con i palazzi popolari che fungono da cornice alle attività di spaccio gestite dai giovani del clan.
Il ritorno dei cavalli del clan Di Silvio a Campo Boario e Gionchetto
Il nuovo avamposto equino si trova in una zona particolarmente visibile: i cavalli sono posizionati sotto i porticati dei condomini, dove ogni passante può osservare la presenza della chiamata “scuderia Di Silvio”. Questo gesto ha un duplice scopo: da un lato ribadisce il controllo fisico del territorio, dall’altro alimenta il mito di una potenza capace di spendere risorse per elementi non strettamente legati all’attività criminale. La scelta di utilizzare animali, più che un semplice lusso, è un modo per creare legami emotivi nella comunità, trasformando il binomio “clan-cavallo” in un vero simbolo di appartenenza.
Stalle improvvisate e segnalazioni di incendi
Le strutture, costruite con materiale di recupero, non sono solo luoghi di ricovero: costituiscono punti di osservazione per le operazioni di spaccio e per il coordinamento dei gruppi di pressione. Secondo testimonianze raccolte sul territorio, un incendio sospetto è stato appiccato in prossimità di una delle stalle in agosto, presumibilmente per intimidire una famiglia rivale. Sebbene non sia stato possibile confermare con certezza la dinamica dell’incendio, le indagini hanno evidenziato una correlazione tra il fuoco e le tensioni tra le due fazioni che si contendono il controllo dei luoghi.
Carabinieri Forestali intervengono a San Vito lo Capo
Contemporaneamente, a San Vito lo Capo, il Distaccamento di Trapani del Nucleo CITES è stato chiamato a intervenire su un terreno agricolo dove due cavalli vivevano in condizioni critiche. L’area, priva di qualsiasi sombra e di un adeguato approvvigionamento d’acqua, costringeva gli animali a restare sotto il sole per l’intera giornata, con conseguenze evidenti sulla loro salute. Il personale veterinario dell’Asp ha documentato lo stato di abbandono, definendo la situazione incompatibile con la natura dell’animale.
Le condizioni di detenzione e le conseguenze legali
Dopo le verifiche, i Carabinieri Forestali hanno deferito il proprietario dei due esemplari alla Procura di Trapani per il reato di detenzione abusiva di animali, mentre i cavalli sono stati trasferiti immediatamente in una struttura adeguata, dove resteranno fino al completamento dei prelievi veterinari. L’intervento ha evidenziato l’importanza di una vigilanza costante sul benessere degli animali, soprattutto in contesti rurali dove il rischio di abusi è più elevato.


