Il Polesine, Belricetto in Romagna e Albinia in Maremma hanno registrato, in giorni recenti, una massiccia moria di pesci nei rispettivi canali; le autorità locali hanno avviato bonifiche, analisi e ordinanze di divieto. Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2026.
La sequenza di eventi è rilevante per la gestione delle reti di bonifica e per l’uso delle acque in agricoltura e per usi civili. Le tre situazioni hanno mobilitato Consorzi di Bonifica Arpa regionali e le Ulss locali, sollevando richieste di trasparenza da parte di gruppi politici e associazioni ambientali.
Polesine: sversamento di borlanda a Ficarolo e misure urgenti
Un impianto cerealicolo ed ex zuccherificio a Ficarolo ha registrato la rottura di tubi e la fuoriuscita di una consistente quantità di borlanda fertilizzante organico di origine vegetale, che ha raggiunto la rete dei canali del Polesine. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, il personale di Acquevenete il Consorzio di Bonifica l’ARPA Veneto e l’ULSS 5 Polesana per contenere lo sversamento e avviare prelievi per le analisi.
Il rilascio ha provocato una drastica diminuzione dell’ossigeno disciolto e la colorazione marrone delle acque, con conseguente moria di migliaia di pesci in più tratti. Il presidente della Provincia, Enrico Ferrarese ha attivato un tavolo tecnico con i sindaci interessati e con le società di bonifica per coordinare gli interventi di rimozione delle carcasse e il ripristino ambientale.
Il sindaco di Occhiobello, Irene Bononi ha emanato l’ordinanza 101/2026 che ha esteso il divieto di estrazione per irrigazione a specifici canali (Cavo Bentivoglio, Scolo Poazzo, Scolo Fasola, Scolo Mainarda e Dossi Marozza). Il sindaco di Ficarolo, Fabiano Pigaiani ha ordinato la messa in sicurezza dell’impianto e ha vietato il prelievo e l’uso per irrigazione delle acque di Cavo di Destra, Cavo Castellara e Fossa Marchesana fino a nuovi esiti analitici.
Interventi di bonifica, rimozione delle carcasse e responsabilità
La Provincia ha incaricato la società pubblica Ecoambiente della rimozione delle carcasse nel Polesine, giudicate un pericolo igienico-sanitario. L’azienda responsabile dello sversamento ha dichiarato la volontà di farsi carico dei costi di bonifica, mentre gli enti tecnici hanno pianificato monitoraggi ripetuti dei parametri idrici, in particolare del livello di ossigeno disciolto.
In aggiunta ai prelievi per le analisi chimiche e biologiche, il Consorzio di Bonifica ha delimitato le aree colpite e avviato operazioni di depurazione; Arpav e gli organi sanitari hanno tenuto sotto controllo l’evoluzione dei parametri. Le autorità hanno invitato agricoltori e cittadini a segnalare anomalie e a non utilizzare le acque interdette per usi irriguo, domestico o zootecnico.
Belricetto, Romagna: moria lungo lo scolo Casale e richieste di verifica
Nel lughese, la frazione di Belricetto ha segnalato la presenza di centinaia di pesci morti lungo lo scolo Casale un canale di bonifica che attraversa la zona. La segnalazione ha indicato prevalentemente alborelle, carassi e carpe su un tratto di diverse centinaia di metri.
Le autorità locali, tra cui Arpae e il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale sono state sollecitate a eseguire indagini per chiarire se la causa sia uno scarico inquinante a monte o una brusca carenza di ossigeno connessa a temperature elevate e siccità. Il caso richiama un episodio precedente avvenuto a Villa Pianta di Alfonsine dove si era registrata una striscia di pesci morti lungo il canale “Principale Lavezzola”.
Albinia, Orbetello: 300 kg di pesci morti e richieste di trasparenza
Nel comune di Orbetello nella zona di via della Pace ad Albinia nella Maremma la Polizia locale ha rimosso circa 300 chilogrammi di pesci adulti dal canale principale 6 del reticolo di bonifica. L’odore della decomposizione aveva già allarmato i residenti.
Il sindaco Andrea Casamenti ha autorizzato l’intervento dell’Ufficio Ambiente per la pulizia del tratto e il comune ha richiesto a Arpat di avviare accertamenti per stabilire se la mortalità sia dovuta a un improvviso cambiamento dei parametri idrici, a carenza di ossigeno o a uno sversamento non autorizzato. Europa Verde rappresentata da Emanuele Perugini ha chiesto “trasparenza totale, l’analisi pubblica dei campioni d’acqua e la rapida identificazione di eventuali responsabili”.
Il quadro complessivo evidenzia la mobilitazione coordinata di enti pubblici e operatori privati: Consorzi di Bonifica Arpae, ArpavArpatULSS 5 PolesanaAcquevenete ed enti comunali stanno conducendo monitoraggi e bonifiche nelle aree coinvolte. Episodi correlati nella regione includono un incendio a Taglio di Po che ha richiesto spegnimenti con grandi volumi d’acqua e ha determinato controlli su canali segnalati dal Consorzio di Bonifica Delta del Po con provvedimenti della sindaca Laila Marangoni.
Le indagini tecniche proseguono e i risultati delle analisi chimiche e biologiche verranno comunicati dalle autorità competenti non appena disponibili.


