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22 Agosto 2026

Eleonora e Artù: la storia di una multa ingiusta per il trasporto del cane in treno

Eleonora Berretti, medico psichiatra, ha ricevuto una multa di 315 euro per aver viaggiato con il suo cane senza biglietto, nonostante il sistema non le abbia permesso di acquistarlo. Scopri la sua storia.

Eleonora e Artù: la storia di una multa ingiusta per il trasporto del cane in treno

Viaggiare in treno con il proprio animale domestico dovrebbe essere un’esperienza semplice e senza stress. Per Eleonora Berretti, però, è diventata un incubo burocratico che l’ha portata a ricevere una multa di 315 euro. La storia inizia il 9 luglio 2026, quando Eleonora, una medico psichiatra di 39 anni, ha cercato di acquistare un biglietto per il suo maltese Artù, ma il sistema di Trenitalia le ha restituito un messaggio negativo: «Il servizio non è vendibile in Emilia-Romagna».

Nonostante i suoi sforzi per regolarizzare la situazione, Eleonora è stata multata per non aver acquistato il biglietto per il cane. La vicenda solleva una questione importante: come può un passeggero essere sanzionato per non aver rispettato una regola se il sistema non gli permette di farlo?

Il problema del sistema di acquisto dei biglietti

Eleonora ha cercato di acquistare il biglietto per Artù online, ma il sistema le ha impedito di farlo. Durante il controllo, ha spiegato la situazione al controllore, che le ha confermato che non era possibile acquistare il biglietto per il cane in quel momento. Le è stato persino suggerito di prendere la multa e poi contestarla. Eleonora ha deciso di non pagare immediatamente la sanzione e ha presentato un reclamo.

La vicenda ha messo in luce un problema sistemico: le regole di Trenitalia prevedono che i cani possano viaggiare sui treni regionali con un biglietto pari al 50% della tariffa di seconda classe, ma il sistema di acquisto non permette di rispettare questa regola in Emilia-Romagna. Eleonora ha continuato a viaggiare su quella tratta con Artù, portandosi dietro un trasportino vuoto per evitare altri problemi.

La multa e la decisione di fare ricorso

Dopo 390 giorni da quel viaggio, Eleonora ha ricevuto un’ingiunzione di pagamento di 315,56 euro. La multa è stata emessa per aver viaggiato con il cane senza trasportino e senza biglietto. Eleonora ha deciso di non pagare la multa e di fare ricorso al giudice di pace.

La sua storia solleva una domanda importante: come può essere sanzionato un passeggero che ha cercato di rispettare le regole ma non è riuscito a farlo a causa di un problema del sistema? Eleonora chiede semplicemente che venga riconosciuto che quel giorno ha cercato di comportarsi correttamente e di regolarizzare la posizione del suo cane, ma non le è stata data la possibilità di farlo.

Le conseguenze della vicenda

La vicenda di Eleonora e Artù ha messo in luce un problema che riguarda molti proprietari di animali domestici: le regole per il trasporto degli animali sui mezzi pubblici spesso non sono chiare o non sono facilmente applicabili. Questo può portare a situazioni ingiuste come quella vissuta da Eleonora.

La storia di Eleonora è un esempio di come le regole possano diventare ingiuste quando non sono supportate da un sistema che permette di rispettarle. La sua decisione di fare ricorso al giudice di pace potrebbe portare a un cambiamento nelle politiche di Trenitalia e migliorare l’esperienza di viaggio per i proprietari di animali domestici.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.