In Sardegna, due ordinanze comunali stanno scatenando accese polemiche tra cittadini e associazioni animaliste. A Olbia, il divieto di sfamare i cani randagi nella zona industriale ha suscitato forte opposizione, mentre a Scicli il divieto di accesso ai cani su tutte le spiagge ha provocato proteste. Entrambe le decisioni mirano a risolvere problemi specifici, ma le modalità scelte stanno sollevando questioni etiche e pratiche.
Olbia: il divieto di sfamare i randagi e le reazioni
Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha firmato un’ordinanza che vieta l’alimentazione dei cani randagi nella zona industriale della città. Questa decisione fa parte di un piano più ampio che prevede la mappatura delle aree critiche, la cattura, la cura, la microchippatura e la sterilizzazione degli animali, seguita dal loro trasferimento in strutture idonee. L’amministrazione comunale, insieme al Cipnes e alla Asl Gallura, ha siglato un accordo per affrontare il fenomeno del randagismo.
Secondo il sindaco Nizzi, l’abitudine di lasciare cibo per strada non solo incrementa i pericoli per l’incolumità pubblica, ma ostacola le operazioni di monitoraggio e recupero degli animali. La disponibilità di cibo rende i cani meno inclini a entrare nelle gabbie o ad avvicinarsi agli operatori, vanificando gli sforzi preventivi e i controlli sanitari in corso. L’ordinanza prevede sanzioni pecuniarie comprese tra i 25 e i 500 euro per chiunque violi il divieto.
La protesta degli animalisti
La decisione non è passata inosservata, scatenando l’ira degli animalisti. Enrico Rizzi, attivista che si occupa da anni dei diritti degli animali, ha attaccato il sindaco di Olbia attraverso la sua pagina social. Rizzi sostiene che il randagismo non si combatte lasciando gli animali morire di fame, ma con sterilizzazioni, controlli e applicando le leggi. Ha invitato i cittadini di Olbia a continuare a sfamare gli animali randagi, nel rispetto dell’igiene e del decoro dei luoghi.
“Non lasciate che la paura di un’ordinanza vi impedisca di compiere un gesto di umanità”, ha dichiarato Rizzi. “Se qualcuno dovesse essere sanzionato per aver dato da mangiare a un cane randagio, mi contatti immediatamente. Mi impegnerò ad aiutarlo nella predisposizione del ricorso per chiederne l’annullamento ed anche la condanna del Comune al pagamento delle spese di giudizio.”
Scicli: il divieto di accesso alle spiagge e le alternative proposte
A Scicli, il divieto di accesso ai cani su tutto il litorale ha acceso la protesta delle associazioni animaliste e di tutela del territorio. LAV Ragusa, Gli Amici di Italo e ARGO TSS hanno presentato una proposta congiunta chiedendo all’Amministrazione comunale di rivedere immediatamente il provvedimento e di avviare un confronto per individuare una soluzione alternativa già per l’estate in corso.
Le associazioni sottolineano come l’immagine di una città accogliente e attenta al benessere animale venga messa in discussione da una misura considerata restrittiva e poco in linea con le moderne politiche di inclusione. Un aspetto particolarmente significativo per una comunità che ha legato parte della propria identità alla figura del cane Italo, simbolo di fedeltà e accoglienza conosciuto ben oltre i confini locali.
La proposta delle associazioni
Le associazioni indicano una soluzione concreta e immediatamente praticabile: adottare il cosiddetto “modello Ragusa”. Nel vicino Comune di Ragusa, infatti, è già stata individuata una spiaggia destinata all’accesso degli animali domestici, consentendo una convivenza regolamentata tra proprietari di cani e altri frequentatori del litorale.
LAV Ragusa, Gli Amici di Italo e ARGO TSS chiedono
“Chiediamo all’Amministrazione comunale un tavolo di confronto immediato per superare questo divieto totale”, affermano le tre associazioni. “Individuare fin da subito aree dedicate rappresenterebbe una scelta equilibrata e rispettosa delle esigenze di tutti. Consentire l’accesso dei cani al mare non è soltanto un atto di civiltà, ma anche un importante strumento per contrastare il fenomeno dell’abbandono estivo degli animali e valorizzare l’offerta turistica del territorio.”



