Hospitality Dog al Policlinico San Martino: una pensione per cani vicina ai pazienti

Un'iniziativa di Humanitas Odv che crea una Hospitality Dog accanto al Policlinico San Martino, con casette per cani, volontari e raccolta fondi

Lasciare il proprio animale domestico durante un ricovero è spesso una preoccupazione che pesa tanto quanto la malattia stessa, soprattutto per persone sole o anziane. A Genova nasce una risposta concreta: un’area attrezzata nei pressi del Policlinico San Martino pensata come punto di riferimento per chi deve affrontare terapie o degenze ma non vuole separarsi dal proprio cane.

Il progetto, promosso dall’associazione Humanitas Odv e concepito dallo specialista Antonio Quaglio insieme alla presidente Claudia Bortolotti, intende offrire una soluzione pratica e rassicurante. L’idea, nata nel 2026, ha ricevuto i necessari via libera istituzionali nel 2026 e ora avanza verso la realizzazione fisica di un villaggio dedicato agli animali dei pazienti.

Il progetto e i servizi offerti

La struttura prevista ospiterà un insieme di unità abitative in legno studiate per il benessere degli animali: si tratta di 25 casette in abete disegnate per ricreare un ambiente il più possibile familiare. Il villaggio sarà gestito da volontari formati e comprenderà sistemi di sicurezza come videosorveglianza, illuminazione e spazi di sosta con panchine.

L’obiettivo è garantire che il cane resti in un luogo sicuro e protetto mentre il proprietario è in cura, riducendo lo stress da separazione e agevolando chi non ha reti familiari di supporto.

Caratteristiche delle casette

Le casette in legno sono pensate per offrire comfort e praticità: isolamento adeguato, facilità di pulizia e spazi individuali che permettono ai cani di sentirsi al sicuro. Il progetto prevede anche percorsi illuminati e aree comuni controllate per permettere passeggiate brevi in tutta sicurezza. L’uso di materiali naturali come l’abete è finalizzato a creare un’atmosfera domestica e rilassante, elemento chiave per il benessere degli animali ospitati.

Accessibilità e visite

Per favorire il contatto tra pazienti e animali il villaggio sarà collocato a pochi passi dall’ospedale e dotato di soluzioni per superare le barriere architettoniche, come montascale e rampe. Questo permette anche a persone con mobilità ridotta di raggiungere il proprio cane in sicurezza. L’intento è facilitare le visite quotidiane e mantenere il legame affettivo, indispensabile per molti pazienti durante il percorso di cura.

Priorità e impatto sociale

Il progetto dà particolare attenzione alle persone più fragili: la disponibilità dei posti sarà riservata in via prioritaria a chi è senza reddito o con basso reddito, oltre che a chi non ha familiari a cui affidare il pet. Questa scelta mira a intervenire su una criticità concreta: molti rinunciano a cure o all’ingresso in strutture palliative per paura di non ritrovare più il proprio animale. Sostenere un legame così importante significa, di fatto, promuovere umanizzazione delle cure e rispetto della dimensione affettiva del paziente.

Benefici psicologici per i ricoverati

La presenza del proprio animale ha effetti positivi documentati sullo stato emotivo: riduce ansia, attenua la sensazione di solitudine e favorisce la motivazione a seguire i percorsi terapeutici. Offrire una soluzione che mantenga il contatto con il cane contribuisce quindi non solo al benessere dell’animale ma anche alla qualità del recupero del paziente, rendendo più sostenibile l’intero processo di cura.

Stato dei lavori e come sostenere l’iniziativa

Dopo i pareri favorevoli delle autorità competenti e il via libera della Soprintendenza nel 2026, i lavori sono partiti sull’area concessa dal Policlinico, ma la realizzazione completa del villaggio è ancora vincolata alla raccolta di risorse economiche. L’area potrà accogliere complessivamente tra i 25 e i 50 cani, offrendo un servizio gratuito con un forte valore sociale, a patto che si riescano a reperire i fondi necessari per completare gli interventi.

L’associazione Humanitas Odv invita cittadini e istituzioni a sostenere la campagna di raccolta fondi per trasformare il cantiere in una pensione per cani funzionante. Partecipare significa contribuire a una rete di protezione che evita scelte drammatiche tra salute personale e affetto per gli animali, garantendo che nessuno debba rinunciare alle cure per paura di separarsi dal proprio compagno a quattro zampe.

Scritto da Camilla Pellegrini

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