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31 Ottobre 2026

Campagna Not for sale chiede il stop alla vendita di animali vivi

Una campagna nazionale vuole bandire la vendita di animali vivi nei mercati, denunciando sofferenze, rischi igienici e pratiche disomogenee tra le città italiane.

Campagna Not for sale chiede il stop alla vendita di animali vivi

In molte cittadine d’Italia è ancora possibile acquistare galline, conigli, quaglie o anatre direttamente dalle bancarelle dei mercati. Queste vendite di animali vivi avvengono spesso in gabbie sovraffollate, sotto il sole estivo o senza alcuna forma di protezione igienica. L’approccio commerciale trascurato genera stress termico, lesioni e, in casi estremi, la morte degli animali. Le associazioni animaliste hanno segnalato che, nei mercati di alcune regioni, le condizioni di detenzione risultano incompatibili con le necessità fisiologiche di uccelli, roditori e piccoli mammiferi.

Per contrastare questa realtà, è nata la campagna Not for sale – Non in vendita, promossa da Animal Law Italia, Animal, Zoout e Rete dei santuari di animali liberi. L’obiettivo è ottenere una normativa nazionale che vieti la commercio di animali vivi nei mercati e nelle fiere, superando la frammentazione legislativa attuale, che varia da comune a comune e da regione a regione.

Le città che hanno già vietato la vendita di animali vivi

Milano è stata la prima grande metropoli a rimuovere il tradizionale banco degli uccelli dalla Rotatoria di Piazzale Lagosta, seguita da Roma, Bari, Monza, Lecce e La Spezza. In Puglia, la regione ha approvato una legge vincolante che obbliga tutti i comuni a proibire la pratica, facendo di questa zona il primo esempio di intervento a livello regionale. Anche il Comune di Leinì, in Piemonte, ha introdotto il divieto nel 2026, dimostrando che le amministrazioni locali possono agire rapidamente quando percepiscono una minaccia al benessere animale.

Il caso della Puglia: una legge regionale modello

La normativa pugliese impone il divieto assoluto di vendita di animali vivi nei mercati, prevedendo sanzioni per chi viola la disposizione. Il provvedimento è stato accolto positivamente dalle associazioni che lo considerano un “punto di riferimento” per altre regioni. Tuttavia, le organizzazioni denunciano che la normativa locale non basta a garantire una protezione uniforme su tutto il territorio nazionale, dove ancora molte realtà mantengono pratiche tradizionali senza alcun controllo.

Le indagini sul campo e i casi di maltrattamento documentati

Tra il 2025 e il 2026, le associazioni hanno condotto sopralluoghi in Piemonte, Toscana e Puglia, registrando situazioni preoccupanti. Nei mercati di Ivrea e Rivarolo Canavese, le gabbie erano talmente affollate da impedire il movimento degli animali, con temperature interne superiori ai 37°C. Sono state osservate quaglie ferite, un pollo in fin di vita e volatili esposti a un caldo intenso senza ombra né acqua, condizioni che favoriscono disidratazione e stress termico.

Esempi concreti di crudeltà

Un video ha mostrato la morte di trote prelevate dalla vasca e colpite con una barra di metallo davanti ai clienti. In un altro caso, conigli sono rimasti più di trenta minuti all’interno di scatole di cartone poste accanto a banchi di ortofrutta, senza aria fresca né cibo. Queste testimonianze sono state riportate anche dalla trasmissione televisiva Mi Manda su Rai 3, sottolineando la necessità di controlli più severi e di una legge che tuteli gli animali in tutti i contesti commerciali.

Obiettivi della campagna Not for sale e modalità di partecipazione

La petizione online, già firmata da oltre un migliaio di cittadini, richiede il divieto unitario su tutto il territorio italiano. Oltre alla pressione politica, le organizzazioni promuovono azioni di sensibilizzazione per far capire ai consumatori che gli animali non sono semplici oggetti da acquistare per impulso. L’acquisto impulsivo porta spesso a cattiva gestione, abbandono prematuro o condizioni di vita inadeguate, soprattutto per bambini che acquistano conigli o pulcini senza conoscere le esigenze specifiche di ciascuna specie.

Chi desidera sostenere la causa può firmare la petizione disponibile sul sito della campagna, contribuendo a far sentire la propria voce alle istituzioni. Un divieto nazionale non solo eliminerebbe la sofferenza degli animali, ma ridurrebbe anche i rischi per la salute pubblica, evitando contaminazioni incrociate tra animali vivi e prodotti alimentari conservati nelle vicinanze.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.