La resistenza agli antimicrobici è una sfida sanitaria che coinvolge animali, persone e ambiente in modo inscindibile. Per limitarne la diffusione è indispensabile un uso prudente degli antibiotici anche in ambito veterinario, riducendo ogni impiego non strettamente terapeutico e potenziando la prevenzione. Questo approccio evita la selezione di batteri resistenti e tutela la salute pubblicaoltre a contribuire alla sostenibilità degli allevamenti e al benessere degli animali da compagnia.
La pratica clinica veterinaria e la gestione zootecnica stanno cambiando rotta: il ricorso all’antibiotico deve essere mirato, motivato e tracciabile. Ciò significa trattare gli animali effettivamente malati, evitare la profilassi nei soggetti saniconsiderare la metafilassi solo in casi ben giustificati e preferire molecole non critiche per la medicina umana. Parallelamente, investire in biosicurezza, igiene, gestione e benessere riduce l’insorgenza delle malattie e, di conseguenza, la necessità di terapie.
L’impegno della Regione Toscana nel quadro del PNCAR 2026–2026
In coerenza con il Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (PNCAR) 2026–2026la Regione Toscana promuove un impiego responsabile degli antimicrobici negli animali, abbracciando l’approccio One Healthche integra i profili animale, umano e ambientale. Questo orientamento si traduce in iniziative di sensibilizzazione, supporto agli operatori e recepimento delle linee guida nazionali, con l’obiettivo di prevenire le infezioni, salvaguardare l’efficacia dei farmaci e sostenere sistemi produttivi più resilienti.
Al centro di questa strategia c’è la limitazione dell’uso profilattico su animali sani, sostituita da misure di gestione del rischio come isolamento dei casi, igiene degli ambienti, nutrizione bilanciata e programmi vaccinali. La metafilassi – il trattamento di gruppi a contatto con un soggetto infetto – viene considerata solo quando non esistono alternative più efficaci e sicure; in tali casi, si preferiscono antibiotici che non rientrano tra quelli critici per la medicina umanapreservando le opzioni terapeutiche di ultima linea per le persone.
Linee guida nazionali per allevamenti e animali da compagnia
Per supportare professionisti e aziende, sono disponibili linee guida nazionali (seconda edizione) dedicate alle principali filiere zootecniche e agli animali da compagnia. Questi documenti costituiscono un riferimento operativo per autorità competenti, operatori e Medici Veterinarioffrendo criteri condivisi per diagnosi, terapia, prevenzione e monitoraggio. La loro diffusione a livello regionale rafforza la coerenza con gli obiettivi del PNCAR e migliora la collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e comparto produttivo.
Allevamento bovino da latte
Nella filiera lattiero-casearia, l’uso dell’antibiotico si focalizza sul trattamento mirato di patologie come mastiti cliniche, privilegiando la terapia selettiva rispetto a interventi generalizzati. Le linee guida promuovono campionamenti diagnostici, scelta dell’antibiotico sulla base di antibiogramma quando indicato, e strategie di prevenzione come routine di mungitura corrette, igiene delle attrezzature, asciutta selettiva e benessere in stalla. L’obiettivo è ridurre esposizione e durata dei trattamenti, senza compromettere salute e produttività della mandria.
Allevamento suino
Nel comparto suinicolo, la priorità è contenere malattie respiratorie e enteriche tramite biosicurezzacorretta ventilazione, densità adeguata e protocolli vaccinali. Gli antibiotici vengono impiegati per curare gruppi clinicamente colpiti; la metafilassi è riservata a situazioni in cui il rischio di diffusione è elevato e non sono praticabili misure alternative. La scelta delle molecole tiene conto della loro rilevanza per la medicina umana, riducendo l’uso di classi considerate critiche e privilegiando trattamenti di spettro mirato.
Allevamento del coniglio da carne
Nella cunicoltura, la gestione di batteriosi e enteropatie passa attraverso ambienti puliti, acqua di qualitàalimentazione idonea e riduzione dello stress. Le linee guida suggeriscono di intervenire con antibiotici solo su animali malati, integrare la prevenzione con misure igieniche e potenziare la sorveglianza sanitaria per individuare precocemente i focolai. Anche qui la regola è ridurre le esposizioni inutili e ricorrere a principi attivi non critici quando una terapia è necessaria.
Cane e gatto
Per gli animali da compagnial’uso prudente si traduce in valutazioni cliniche accurate, diagnosi supportate da esami colturali quando appropriato e preferenza per antibiotici il cui impatto sulla medicina umana sia limitato. La profilassi non è raccomandata negli animali sani; la prevenzione punta su vaccinazioni aggiornate, igiene, controllo dei parassiti e gestione delle convivenze. Il Medico Veterinario svolge un ruolo chiave nel spiegare ai proprietari perché la terapia mirata protegge anche la salute delle persone.
Un lavoro congiunto tra Regioni, Ministero e società scientifiche
Le linee guida sono il risultato del lavoro di gruppi multidisciplinari coordinati da diverse Regioni, con il coinvolgimento del Ministero della Salute e delle principali Società scientifiche. Questa cooperazione ha permesso di integrare evidenze scientifiche, esperienza clinica e bisogni del settore produttivo, offrendo strumenti pratici che facilitano decisioni terapeutiche più consapevoli e un’omogeneità di approccio su tutto il territorio.
L’attuazione capillare dei documenti a livello regionale consolida gli obiettivi del PNCAR, promuove formazione e aggiornamento continuo, e favorisce un dialogo costante tra istituzioni, veterinari e imprese. Ne consegue una zootecnia più attenta alla sostenibilitàuna minore pressione selettiva sui batteri e, soprattutto, la tutela di una risorsa preziosa: l’efficacia futura degli antibioticiessenziale tanto per gli animali quanto per l’uomo.
