L’equità tra uomo e animale sta assumendo nuove forme: dalla ippoterapia per giovani in fragilità, ai racconti di asini salvati da situazioni di abbandono, fino alle recenti decisioni giudiziarie che regolamentano la responsabilità civile dei proprietari di cavalli. In un contesto in cui la relazione con il cavallo diventa strumento di cura, inclusione e, talvolta, fonte di contenzioso, emergono tre scenari concreti che mostrano quanto sia complessa e articolata la gestione di questi rapporti.
Le iniziative presentate qui non sono isolate; riflettono un trend nazionale di attenzione verso il benessere animale, la salute mentale dei minori e la sicurezza nei rapporti quotidiani con gli equini. Analizziamo quindi i dati e i casi più recenti, illustrando l’impatto reale di queste attività sulla comunità.
Ippoterapia della Fondazione Fabrizio Moretti
Nel primo semestre del 2026 la Fondazione Fabrizio Moretti ha erogato circa 340 ore di attività gratuite presso il suo centro di ippoterapia a Tavola. Di queste, quasi 150 ore sono state dedicate a lezioni individuali per più di 60 ragazzi, mentre quattro cicli collettivi del progetto “Un cavallo per amico” hanno prodotto 190 ore di lavoro per 50 partecipanti. L’obiettivo è potenziare autoefficacia, autonomia e capacità relazionali dei giovani, soprattutto quelli con disabilità.
Impatto sui giovani e investimenti
Il presidente Gabriele Caioni sottolinea che gli interventi sono pensati su misura, tenendo conto dei tempi e delle esigenze di ciascun partecipante. Per l’anno scolastico 2025-2026 la Fondazione ha destinato quasi 40.000 euro, con un incremento rispetto all’anno precedente, e ha riservato ulteriori 6.000 euro per la formazione specialistica del personale. Oltre alle sessioni terapeutiche, sono stati organizzati corsi di formazione aperti alla cittadinanza, contribuendo alla diffusione di conoscenze scientifiche sul tema dell’equoterapia.
Maya, l’asina rinata nella fattoria di Sara
L’asina Maya è arrivata nella fattoria di Sara dopo una lunga storia di abbandono materno. La madre asina, incapace di prendersi cura della prole, ha lasciato Maya senza l’imprinting necessario per uno sviluppo equilibrato; la piccola è stata allattata col biberon e cresciuta senza il normale apprendimento di galateo equino. Quando Sara ha individuato Maya, l’annuncio di adozione prevedeva la presenza obbligatoria del suo compagno di vita, il montone Monello, condizione accettata dalla nuova proprietaria.
Il percorso di riabilitazione e le difficoltà comportamentali
Fin dal primo contatto Maya si è dimostrata diffidente: abbassava le orecchie, respingeva le cure e mostrava comportamenti aggressivi verso altri animali e persone. La mancanza di una figura materna le aveva impedito di comprendere i segnali corporei degli asini e dei cavalli, rendendola un’ analfabeta emotiva. Con l’aiuto di Sara, è stata avviata una lenta riabilitazione: esercizi di desensibilizzazione, contatti graduali con altri equini e un percorso di cura costante. Una gravidanza inattesa ha temporaneamente migliorato il suo atteggiamento, ma il puledro è nato morto, evento che ha rafforzato ancora di più il legame tra Maya e la sua nuova famiglia.
Responsabilità legale per lesioni da cavallo: il caso Monza
Nel 2022, una donna di 33 anni è stata ferita alla spalla da un cavallo che, sotto la supervisione della proprietaria, ha reagito scalciando al vedere delle galline. L’evento, avvenuto in una scuderia di Annone Brianza, ha provocato una lesione toracica grave e un successivo enfisema polmonare. La proprietaria, sostenendo che il cavallo era già noto per la sua nervosità, aveva rifiutato qualsiasi risarcimento. Il tribunale civile di Monza, tuttavia, ha riconosciuto una somma di 19.000 euro più interessi e spese legali.
Impatti della sentenza sull’uso degli animali da lavoro
Il giudice Carlo Barile ha escluso la difesa del caso fortuito, affermando che l’imprevedibilità del comportamento animale non scansa il proprietario dalla responsabilità, a meno che quest’ultimo non abbia dimostrato di aver rinunciato all’uso dell’animale pur mantenendo la sorveglianza. La sentenza stabilisce un precedente importante per tutte le attività che coinvolgono cavalli in ambienti pubblici o di lavoro, richiedendo una maggiore attenzione nella gestione dei rischi e nella comunicazione dei potenziali pericoli agli utenti.



