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23 Luglio 2026

Caldo estremo e animali domestici: cosa prevedono le ordinanze comunali

Con l'aumento delle temperature estive, sempre più Comuni italiani stanno emanando ordinanze per proteggere gli animali domestici dal caldo estremo.

Caldo estremo e animali domestici: cosa prevedono le ordinanze comunali

Con l’arrivo delle ondate di calore, la protezione degli animali domestici diventa una priorità. In tutta Italia, i Comuni stanno emanando ordinanze per prevenire situazioni di pericolo per cani, gatti e altri animali esposti a temperature estreme. Queste misure mirano a garantire il benessere degli animali e a sensibilizzare i proprietari sui rischi legati al caldo intenso.

Le ordinanze comunali, che variano da città a città, introducono divieti specifici e sanzioni per chi non rispetta le norme. Tra le misure più comuni ci sono il divieto di lasciare gli animali legati su balconi o terrazze senza ombra, l’obbligo di fornire acqua fresca e pulita in ogni momento e il divieto di lasciare gli animali in auto, anche per pochi minuti.

Lecce: la sanzione più alta d’Italia

Il Comune di Lecce ha emanato un’ordinanza particolarmente severa, con sanzioni amministrative fino a 600 euro. L’ordinanza, in vigore fino al 30 settembre, vieta di tenere animali esposti direttamente ai raggi solari senza spazi ombreggiati. È obbligatorio garantire acqua fresca e pulita in ogni momento e vietato lasciare gli animali in auto tra le 11 e le 18, anche all’ombra e con i finestrini parzialmente aperti. Inoltre, è vietato trattenere gli animali su balconi, terrazzi e cortili privi di ombra e acqua.

“Le temperature record di questa estate non rappresentano un semplice disagio, ma un gravissimo e documentato pericolo di vita per i nostri animali d’affezione”, ha dichiarato l’assessore alla Tutela degli animali Andrea Guido, che ha promosso il provvedimento e ha invitato i cittadini a segnalare tempestivamente alla Polizia Locale ogni situazione di sofferenza.

Palermo: un manuale di comportamento

Pochi giorni prima, anche Palermo ha emanato un’ordinanza sindacale che prevede sanzioni fino a 500 euro. L’ordinanza vieta di lasciare cani e gatti su balconi, terrazze, cortili o in auto sotto il sole, senza acqua, ombra e ventilazione adeguata. Una novità curiosa è l’obbligo per chi porta il cane a passeggio tra le 11 e le 16 di avere con sé acqua fresca.

“Non volevamo soltanto introdurre nuovi divieti – ha spiegato l’assessore al Benessere animale Fabrizio Ferrandelli – ma offrire ai cittadini un vero e proprio manuale di comportamento durante le ondate di calore”. Nei casi di grave e imminente pericolo per la vita dell’animale, le autorità possono intervenire immediatamente per prestare soccorso. Il Comune ha rivolto un appello a bar, ristoranti e farmacie perché espongano all’esterno una ciotola d’acqua fresca.

Non solo grandi città: la mappa dei piccoli Comuni

Ma il movimento non riguarda solo i capoluoghi. Nelle stesse settimane hanno adottato ordinanze analoghe anche Comuni di poche migliaia di abitanti: Valmontone, alle porte di Roma, con multe da 25 a 500 euro e la possibilità di sequestro dell’animale nei casi più gravi; Trecastagni e Delia, in Sicilia, dove il divieto di esposizione al sole copre addirittura la fascia dalle 10 alle 19; Crosia, in Calabria, con sanzioni da 150 a 500 euro; Bordighera, in Liguria; Pietrelcina, nel Sannio.

Provvedimenti quasi fotocopia, che disegnano una mappa spontanea, dal Tirreno allo Ionio, di amministrazioni che hanno scelto di considerare il caldo estremo per quello che è: un rischio concreto per la vita degli animali, al pari di quanto già avviene con le ordinanze che vietano il lavoro nei campi e nei cantieri nelle ore più calde.

C’è un paradosso, in questa fioritura di ordinanze: sulla carta, lasciare un animale al sole senza acqua è già un reato. L’articolo 727 del codice penale punisce con l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro chi detiene animali “in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze”, ed è esattamente la fattispecie in cui la giurisprudenza fa rientrare l’esposizione al calore estremo. Nei casi più gravi scatta l’articolo 544-ter, il maltrattamento vero e proprio, con la reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro, fino al 544-bis se l’animale muore.

Non a caso quasi tutte le ordinanze richiamano espressamente questi articoli, precisando che la sanzione comunale si applica “fatte salve le più gravi responsabilità di rilevanza penale”. E allora perché servono le ordinanze? Perché il procedimento penale è lento, richiede denuncia, indagini, un processo, e nella pratica arriva quasi solo nei casi estremi, quando l’animale è già morto o gravemente compromesso. La sanzione amministrativa, invece, è immediata: la pattuglia della Polizia Locale accerta la violazione e stacca il verbale, sul posto, quel giorno stesso.

Per il proprietario distratto o negligente, la prospettiva concreta di una multa da diverse centinaia di euro può rivelarsi un deterrente molto più efficace della remota eventualità di un processo penale. Le ordinanze, in altre parole, non sostituiscono il codice: lo anticipano, spostando la tutela dal momento della punizione a quello della prevenzione. E danno alle forze dell’ordine uno strumento agile per intervenire prima che la sofferenza diventi tragedia.

La regola numero uno è non restare indifferenti: un colpo di calore può uccidere un cane in pochi minuti, e ogni minuto in più di esposizione riduce le possibilità di salvarlo. In un’auto parcheggiata al sole la temperatura interna può superare i 50-60 gradi in meno di mezz’ora, anche con i finestrini socchiusi. Se si nota un animale chiuso in un’auto, ansimante, con respiro affannoso, gengive scure o in stato di apparente incoscienza, la prima cosa da fare è chiamare subito il 112, il numero unico di emergenza, oppure la Polizia Locale del Comune, segnalando con precisione il luogo e la situazione.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.