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15 Settembre 2026

Femminicidi in Italia: prevenzione e intervento prima che sia troppo tardi

Due storie tragiche di femminicidio in Italia rivelano l'urgenza di prevenzione e intervento tempestivo per salvare vite di donne

Femminicidi in Italia: prevenzione e intervento prima che sia troppo tardi

In Italia, la violenza contro le donne è un problema persistente che richiede un’attenzione urgente. Le storie di Lorena Isceri e Federica Torzullo sono esempi tragici di come la violenza domestica possa sfociare in femminicidio. Queste tragedie mettono in luce l’importanza della prevenzione e dell’intervento tempestivo per salvare vite umane.

Le storie di Lorena Isceri e Federica Torzullo

Lorena Isceri, una donna di 45 anni, è stata vittima di un femminicidio a Firenze. Il suo ex compagno l’ha aggredita nel garage di casa, sequestrata e poi gettata dal viadotto Lora dell’A1. Nonostante abbia chiamato il numero di emergenza e abbia cercato aiuto, i soccorsi non sono arrivati in tempo. Lorena era ancora viva quando è stata gettata nel vuoto.

Pochi mesi prima, a gennaio, Federica Torzullo, 41 anni, è stata uccisa ad Anguillara Sabazia. L’autopsia ha rivelato 23 coltellate, alcune delle quali sulle mani, compatibili con un tentativo di difesa. Il marito è accusato del delitto. Entrambe le vittime avevano cercato aiuto, ma gli interventi sono arrivati troppo tardi.

La violenza domestica e i segnali di pericolo

La violenza domestica spesso inizia con segnali di pericolo che vengono ignorati o minimizzati. Prima dell’omicidio, ci sono minacce, controllo, stalking, isolamento e violenza economica. Questi segnali devono essere riconosciuti e affrontati tempestivamente per prevenire tragedie.

L’Istat rileva che la violenza non coincide soltanto con l’aggressione fisica. Milioni di donne hanno subito violenze fisiche o sessuali, e all’interno della coppia sono presenti anche violenza psicologica ed economica, controllo, isolamento, minacce e intimidazioni. Questi comportamenti devono essere presi sul serio e affrontati con interventi adeguati.

L’importanza della prevenzione e dell’intervento tempestivo

Le leggi sono necessarie, ma non bastano da sole. Servono prevenzione, formazione, personale adeguato, servizi territoriali, centri antiviolenza, forze dell’ordine messe nelle condizioni di intervenire rapidamente, magistrati e operatori formati per riconoscere il rischio.

È fondamentale credere alle donne quando chiedono aiuto e investire nella famiglia, spesso chiusa e isolata. Le istituzioni devono essere presenti prima che la violenza diventi omicidio. Non possiamo aspettare che la violenza diventi omicidio per accorgerci che esiste.

La politica e le istituzioni devono interrogarsi e agire. Non basta indignarsi quando una donna viene uccisa. Bisogna impedire che la prossima donna venga uccisa. Questo significa investire nella prevenzione, educare i ragazzi al rispetto e alla libertà dell’altro, combattere l’idea malata che una donna possa appartenere a un uomo.

Costruire uno Stato capace di esserci prima, non soltanto dopo, è essenziale per combattere la violenza contro le donne. Tutto quello che sta accadendo non è normale. È una vergogna per tutti e riguarda ognuno di noi.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.