Il Vesak 2026 arriva a Milano dal 22 al 24 maggio e trasforma la Fabbrica del Vapore in un laboratorio di pratiche spirituali, arte e confronto. La manifestazione celebra la nascita, l’illuminazione e la morte del Buddha, offrendo al pubblico un calendario fitto di eventi a ingresso gratuito su prenotazione. Nella spazio Cattedrale si alternano cerimonie, performance e incontri pensati per avvicinare le diverse tradizioni buddhiste alla cittadinanza.
Il tema scelto per l’edizione è “Libertà e liberazione. Due orizzonti, un solo respiro”, un titolo che invita a intrecciare la dimensione civica con il percorso interiore. All’inaugurazione sono intervenuti rappresentanti istituzionali e religiosi, a sottolineare il carattere interreligioso e inclusivo dell’evento. Tra i momenti più attesi c’è la benedizione degli animali, aperta a tutti i pet, che conferma il filo conduttore tra cura del vivente e pratica spirituale.
Programma, pratiche e rituali
Il palinsesto propone sessioni di meditazione guidata, pratiche tradizionali e momenti performativi con ospiti nazionali e internazionali. Tra le attività spiccano le meditazioni all’alba guidate da maestri come il maestro Carlo Tetsugen Serra, la creazione e la dispersione del maṇḍala di sabbie colorate — simbolo dell’impermanenza — e lezioni di Kyudo, l’antica arte giapponese del tiro con l’arco. La presenza di questi riti rende l’evento un’occasione per sperimentare tradizioni diverse e comprendere pratiche millenarie in chiave contemporanea.
La benedizione degli animali
La benedizione degli animali è prevista per la domenica pomeriggio e invita proprietari e pet a partecipare a un momento dedicato agli “esseri senzienti”. Questa cerimonia non è solo un gesto simbolico: rappresenta un invito pubblico a riconoscere la relazione etica con gli altri viventi e a rafforzare la responsabilità collettiva verso cura e protezione. La formula dell’evento prevede accoglienza, piccole benedizioni rituali e uno spazio di ascolto per chi convive con un animale domestico.
Cultura, dialogo e ospiti
Il Vesak mette insieme figure di spicco del mondo della ricerca, della spiritualità e dell’arte. Tra i relatori ci sono esperti come Daniel Goleman e Richard J. Davidson su attenzione e mente contemplativa, il teologo Vito Mancuso e testimoni della libertà di espressione come Sarah Hejazi e Rayhane Tabrizi. Sul versante artistico partecipano nomi noti come Elisa, Kasia Smutniak, Daria Bignardi e Vasco Brondi, che dialogheranno attraverso reading e performance per ampliare il linguaggio del festival.
Dialogo interreligioso e istituzionale
L’apertura all’incontro è confermata dalla presenza di rappresentanti religiosi e istituzionali: l’arcivescovo Mario Delpini, la vicesindaca Anna Scavuzzo e figure dell’Unione Buddhista Italiana sono tra gli interlocutori di un confronto pubblico che affronta il valore della convivenza tra differenze. Incontri come quelli con il ven. Thamthog Rinpoche, l’imam Izzedin Elzir e altri leader religiosi sottolineano l’importanza del pluralismo come fondamento della vita civile.
Mostre, ambiente e responsabilità sociale
Gli spazi espositivi completano il programma con un dialogo tra documentazione e poesia visiva: fotografie di Fosco Maraini, scatti di Piero Sirianni e acquerelli di Nicola Magrin offrono percorsi che intrecciano paesaggi esterni e interiori. L’attenzione all’ambiente è presente anche nei dialoghi con figure come l’alpinista Hervé Barmasse, che porterà riflessioni sul rapporto tra limite umano e natura insieme ad altri ospiti impegnati su temi ambientali.
Dharma in Azione e impegno sociale
Il Vesak valorizza anche il volto operativo del buddhismo italiano attraverso il progetto Dharma in Azione, che raccoglie iniziative su cura, accompagnamento nel fine vita, ecologia profonda, ricerca e educazione. L’Unione Buddhista Italiana, nata nel 1985 e composta oggi da 71 centri, ha finanziato oltre 1.450 progetti sociali e ambientali grazie ai fondi dell’8xmille, dimostrando come la pratica spirituale possa tradursi in responsabilità concreta verso la comunità.
Il Vesak 2026 alla Fabbrica del Vapore si configura dunque come un’occasione di incontro tra cittadinanza, tradizione e impegno civile: un festival che non si limita alla celebrazione religiosa, ma si apre al dialogo interculturale e alla cura del vivente, con eventi accessibili gratuitamente e pensati per favorire partecipazione e riflessione collettiva.