Il nuovo State of the World’s Birds elaborato da BirdLife International e presentato al Global Flyways Summit di Nairobi, dipinge un quadro allarmante per la fauna aviaria globale. In meno di cinque decenni, quasi la metà delle specie migratorie è in forte declino mentre il dato più drammatico è la certificazione dell’estinzione definitiva del chiurlottello (Numenius tenuirostris), la prima scomparsa di un volatile in Eurasia e Africa dagli ultimi secoli.
Questa perdita si inserisce in un trend che, negli ultimi 150 anni, ha già cancellato o sospettato la scomparsa di altre sei specie migratorie. Il rapporto, per la prima volta, si concentra sulle rotte migratorie nella loro interezza, evidenziando che la distruzione di un solo anello della rete può compromettere l’intero ciclo vitale di migliaia di uccelli.
Il rapporto globale rivela un declino senza precedenti
Tra i 1 843 uccelli migratori monitorati, il 45 % risulta in diminuzione e una su nove (11 %) è catalogata come minacciata di estinzione. Le specie più vulnerabili sono quelle legate a habitat mariniforeste e zone umide costiere. Gli analisti attribuiscono il peggioramento a quattro fattori principali: la diffusione di specie invasive, l’intensificazione dell’agricoltura con uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi, i cambiamenti climatici, e una caccia non sostenibile diffusa in diversi paesi.
Statistiche chiave e fattori di minaccia
Le cifre più inquietanti mostrano che il 58 % dei siti cruciali per le migrazioni è ormai degradato o gravemente compromesso, mentre 30 % dei uccelli marini migratori è a rischio di scomparsa. Il rapporto segnala inoltre sette estinzioni o presunte estinzioni negli ultimi 150 anni, confermando che la perdita di biodiversità non è più un evento isolato ma una tendenza consolidata.
Dichiarazione di Nairobi e il Global Flyways Programme
Al vertice di Nairobi è stata siglata la Dichiarazione di Nairobi sulle rotte migratorie un accordo che coinvolge governi, scienziati, ONG e istituzioni finanziarie. Il documento sottolinea che la sopravvivenza delle specie migratorie dipende da un’azione concertata lungo l’intera rotta piuttosto che da interventi frammentari. Attraverso il Global Flyways Programme la cooperazione internazionale mira a proteggere intere catene di siti critici, garantendo che ogni anello della migrazione rimanga operativo.
Investimenti delle banche di sviluppo
Le principali banche di sviluppo hanno stanziato più di 6 miliardi di dollari dal 2021 per sostenere la conservazione delle rotte migratorie. La Banca Asiatica di Sviluppo destinerà 3 miliardi alla salvaguardia di 50 zone umide strategiche lungo la rotta Asia-Oceania, proteggendo circa 200 milioni di persone. Parallelamente, la Banca di Sviluppo dell’America Latina e dei Caraibi ha previsto 5 miliardi per oltre 30 paesaggi terrestri e marini entro il 2050, mentre la Banca Mondiale finanzia progetti complementari in Africa, Europa e Asia.
Le rotte autunnali sopra l’Italia: specie e percorsi
L’Italia, grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo, è un crocevia naturale per numerose rotte migratorie. L’Atlante della migrazione dell’ISPRA, basato su più di 165 000 segnalazioni di uccelli inanellati, evidenzia collegamenti diretti con regioni dell’Europa settentrionale, dell’Asia orientale e dell’Africa subsahariana. In autunno, i cieli si riempiono di volatili che attraversano la penisola in cerca di zone di svernamento o di tappe di riposo.
Rondini, balestrucci e gruccioni: i viaggiatori più noti
La rondine comune (Hirundo rustica) è probabilmente l’icona più riconoscibile del periodo: dopo la nidificazione in Europa, migra verso l’Africa subsahariana, superando il Mediterraneo e il Sahara. Le osservazioni mostrano grandi aggregazioni su alberi e canneti, dove gli esemplari si radunano prima di decollare. Il balestruccio (Delichon urbicum) costruisce nidi di fango sotto cornicioni e grondaie e, una volta maturato, affronta lo stesso viaggio verso l’Africa, distinguendosi per la coda più corta e il tipico globo bianco sul ventre. Il gruccione (Crex crex) aggiunge un tocco di colore con il piumaggio azzurro-verde-giallo, migra verso le foreste tropicali dell’Africa centrale e, durante il volo, si fa udire più che vedere grazie ai richiami penetranti.
Falchi pecchiaioli, pettirossi e tordi: arrivi e transiti
Tra i rapaci, il falco pecchiaiolo (Falco naumanni) svolge una migrazione spettacolare verso le foreste equatoriali dell’Africa occidentale, sfruttando le correnti termiche per risparmiare energia. In autunno, l’Italia accoglie anche un afflusso notevole di pettirossi (Erithacus rubecula) provenienti dalle regioni baltiche e dall’Europa orientale; molti di questi individui si spostano poi verso il Nord-Africa attraversando il Tirreno. I tordi sia il Turdus philomelos bottaccio che il Turdus pilaris sassello, arrivano dalle foreste della Scandinavia e della Russia, sostando in campagne, vigneti e boschi italiani per ripopolarsi di bacche prima di proseguire il viaggio verso sud.
Nonostante le notizie cupe, il Global Flyways Programme e la Dichiarazione di Nairobi rappresentano una risposta concreta: la protezione integrata di intere reti di habitat sta già mostrando risultati, come la stabilizzazione della popolazione di capovaccaio nei Balcani. Continuare a finanziare e attuare queste strategie sarà cruciale per invertire il trend di declino e garantire che le rotte migratorie rimangano vive, consentendo ogni anno lo spettacolo dei cieli italiani di autunno.



