Negli ultimi mesi i gatti sono stati protagonisti di tre vicende che hanno suscitato grande scalpore: un presunto atto di eutanasia annullato da un errore veterinario, un improbabile salvataggio di un cucciolo di felino selvatico nelle montagne basche e una serie di misteriose sparizioni in una piccola cittadina del Veneto.
Annie: una gatta che non è morta dopo l’eutanasia
Nel febbraio 2025 la famiglia Jagt decise di far intervenire l’eutanasia per la loro Ragdoll di 19 anni, affetta da grave artrite e con evidenti problemi di alimentazione e igiene. Il signor Brian Jagt firmò l’autorizzazione, pagò quasi 300 dollari per la procedura e per la cremazione collettiva, convinto che la sua amata gatta fosse ormai oltre ogni speranza. Il veterinario Kelly Alford assicurò che non ci fossero problemi e che la clinica si sarebbe occupata di tutto.
Scoperta della vita nella clinica
Tre mesi dopo, grazie al riconoscimento di una vecchia amica della famiglia, la verità emerse: Annie era ancora viva. La gatta era stata tenuta nella struttura, sottoposta a esami del sangue, controlli renali e trattamenti continui, per poi essere dimessa e affidata a un’impiegata della clinica, McKenna Broussard. Nessuna comunicazione fu inviata ai Jagt, che avevano già celebrato il lutto. Quando la family venne informata dell’esistenza di Annie, il loro dolore si trasformò in sgomento per la mancata trasparenza.
Cucciolo di gatto selvatico salvato nei Paesi Baschi
Durante un’escursione sul massiccio del Baïgura, alcuni escursionisti trovarono un piccolo felino dal manto tigrato e occhi azzurri, credendo fosse un gattino domestico smarrito. Decisero di portarlo al centro di cura Hegalaldia di Ustaritz. Lì fu confermato che il cucciolo apparteneva al gatto selvatico europeo una specie protetta in Francia dal 1976 e estremamente rara nella zona.
Protocollo di riabilitazione
Per preservare il comportamento selvatico del giovane predatore, il personale indossa tute mimetiche, mascherine e guanti durante ogni manipolazione. Il felino è tenuto in un recinto di 20 metri quadrati ricco di rovi, erba alta e rami, ricreando l’habitat naturale. Telecamere nascoste monitorano costantemente il suo progresso. Non appena sarà autonomo, verrà rilasciato nuovamente in libertà, evitando così l’abituazione all’uomo.
Sedico: 51 gatti scomparsi in poche settimane
Nel comune di Sedico, nella provincia di Belluno, si è registrato un allarmante fenomeno: 51 gatti di proprietà sono scomparsi in un breve lasso di tempo, alcuni ritrovati morti nei dintorni. I Carabinieri Forestali hanno aperto un’indagine per fare chiarezza sul “giallo” che ha colpito la cittadina. Le autorità stanno raccogliendo testimonianze e analizzando le possibili cause.
Ipotesi di lupo o interventi umani
Le prime piste ipotizzano la presenza di un branco di lupi nella zona, una possibilità avvalorata da recenti avvistamenti, oppure l’intervento di un individuo che, per motivi ancora inesplorati, ha preso di mira i felini. Nessuna delle due ipotesi è stata confermata, ma le indagini continuano, con sopralluoghi sul territorio e confronti di DNA per identificare eventuali tracce animali.
Questi tre episodi, benché diversi per contesto e gravità, hanno mostrato come la gestione dell’assistenza animale possa talvolta sfuggire al controllo umano, creando errori, opportunità di salvataggio imprevisto e misteri difficili da spiegare. Il filo conduttore resta il rispetto per la vita felina e la necessità di trasparenza nelle pratiche veterinarie e nelle indagini ambientali.



