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5 Ottobre 2026

Scoperta: gli animali si sono evoluti nel Neoproterozoico

Scopri come microfossili cinesi e mongoli hanno riscritto la storia dell’origine animale.

Scoperta: gli animali si sono evoluti nel Neoproterozoico

Una collaborazione internazionale tra ricercatori dell’Università di Oxford, dell’Università della California a Berkeley, dell’ETH di Zurigo e dell’Università di Yale ha recentemente suggerito che il regno animale potrebbe essere emerso molto prima di quanto mostrassero i primi reperti fossili tradizionali. L’ipotesi si basa su un’analisi combinata di microfossili provenienti da più continenti e sull’applicazione dell’orologio molecolare una tecnica che mette a confronto le differenze genetiche tra le specie viventi per retrodatarsi nel tempo.

Fino a poco tempo fa, la più antica testimonianza accettata di animali risaliva al periodo Ediacariano, circa 570-590 milioni di anni fa. Tuttavia, la mancanza di resti animali in depositi più antichi è stata spesso interpretata come prova della loro assenza, una premessa ora contestata. Gli scienziati hanno infatti mostrato che la conservazione fossile dipende fortemente da fattori ambientali e dalla composizione corporea degli organismi, rendendo plausibile l’esistenza di forme animali “invisibili” ai metodi tradizionali.

Analisi dei giacimenti di Weng’an e Kheseen

Il primo passo del progetto è stato l’esame della Biota di Weng’an un sito cinese di circa 590 milioni di anni noto per la straordinaria qualità dei microfossili conservati. Nonostante la ricchezza di forme sferiche e ramificate, non è stata identificata alcuna struttura chiaramente animale. Questo ha spinto il team a interrogarsi sul possibile bias di interpretazione: un organismo privo di scheletro duro potrebbe semplicemente non fossilizzarsi, lasciando un vuoto apparente nella registrazione geologica.

Caratteristiche dei siti e limiti della fossilizzazione

Per mettere alla prova questa idea, i ricercatori hanno analizzato la Biota di Kheseen in Mongolia, più giovane di circa 40 milioni di anni rispetto a Weng’an e collocata in un’era in cui i primi animali sono già documentati in altre regioni. Con la microscopia elettronica a scansione, hanno osservato oltre 140 campioni contenenti acritarchi e strutture simili a embrioni, ma nessuna prova certa di animali. L’assenza di resti animali, nonostante la conservazione eccezionale, suggerisce che la semplice presenza di microfossili non garantisce la documentazione di tutti i gruppi viventi.

Estensione della ricerca a depositi più antichi

Spinti a cercare tracce ancora più antiche, gli studiosi hanno esaminato formazioni risalenti a 850-730 milioni di anni, tra cui la Formazione Svanbergfjellet in Norvegia, il Gruppo Bitter Springs in Australia e il Gruppo Chuar in Arizona (USA). Questi siti contengono sedimenti ricchi di materia organica, potenzialmente in grado di conservare resti animali se fossero stati presenti. Finora non sono stati trovati corpi fossili riconoscibili come animali, ma la loro struttura geologica è compatibile con la preservazione di tessuti molli, rafforzando l’ipotesi che i primi animali potessero sfuggire alla registrazione fossile.

Ritrospezione temporale con l’orologio molecolare

Il punto cruciale dello studio è rappresentato dall’uso dell’orologio molecolare. Confrontando le sequenze genetiche di gruppi viventi e calibrando i tassi evolutivi mediante i punti di riferimento fissati dai fossili noti, gli scienziati hanno retrodatato la comparsa dei primi animali a un intervallo compreso tra 800 e 700 milioni di anni fa. Questa revisione sposta la “data zero” dell’evoluzione animale di circa 200 milioni di anni rispetto a quanto ipotizzato finora, collocandola nell’Neoproterozoico un periodo caratterizzato da glaciazioni estreme e profonde trasformazioni ambientali.

Resta ancora da trovare prove fossili dirette, ma i nuovi approcci dimostrano come la mancanza di resti non equivalga necessariamente a una reale assenza evolutiva.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.