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24 Ottobre 2026

Omnibus d’epoca ritorna a Monza: la polemica animale

Monza riporta in vita l’omnibus d’epoca con cavalli, ma la scelta suscita un acceso dibattito etico.

Omnibus d'epoca ritorna a Monza: la polemica animale

Nel weekend del 25 ottobre la città di Monza ha ospitato una ricostruzione suggestiva: un omnibus dell’anno 1880, tirato da due cavalli, ha percorso via Italia dal Largo Mazzini all’Arengario. L’evento, inserito nella celebrazione dei 150 anni della tranvia Milano-Monza, aveva l’obiettivo di far rivivere per una giornata l’atmosfera di un periodo in cui i mezzi a trazione animale dominavano le strade lombarde.

Parallelamente all’entusiasmo dei partecipanti, è nata una forte opposizione da parte della LAV (Lega anti vivisezione). L’associazione ha inviato una formale diffida al sindaco, chiedendo di sospendere l’uso di animali vivi nella rievocazione, sostenendo che il ricostruire il passato non deve implicare il riproporre le pratiche di sfruttamento. Questo contrasto ha trasformato una semplice manifestazione storica in un acceso dibattito su memoria storica ed etica animale.

Programma dell’evento: dal libro alla sfilata

Alle 11.30 è stato inaugurato l’appellibro presso il bar Moderno, dove i presidenti delle associazioni promotrici, Giada Turato ed Ettore Radice, hanno presentato il volume “Milano-Monza tra storia e futuro. 150 anni di binari, dal tramway alla metropolitana”. Subito dopo, alle 12.00, il pubblico ha potuto gustare un pranzo tipico a base di risotto con luganega e altri piatti locali, prenotabile telefonicamente.

Il clou è avvenuto alle 15.30, quando l’omnibus, parte della collezione privata di Dino Crippa (tenuta La Lodovica di Oreno), è arrivato davanti all’Arengario. Il veicolo è stato accompagnato da figuranti in costume d’epoca, dalla Diviso 13 Acustic Band e da esposizioni di biciclette ottocentesche e opere di artisti locali. Il pubblico ha avuto la possibilità di salire a bordo, assaggiare il “pan tramvai” e partecipare a una premiazione della maschera più bella.

Le ragioni della protesta della LAV

Secondo la responsabile dell’Area equidi di LAV, Nadia Zurlo, la questione non è negare il valore della memoria storica, ma interrogarsi su “cosa scegliamo di celebrare e in che modo”. Per l’associazione, utilizzare animali vivi significa perpetuare un modello di sfruttamento che oggi è considerato inaccettabile. La LAV ritiene che la stessa storia della tranvia possa essere raccontata attraverso oggetti, costumi e narrazioni senza coinvolgere cavalli in trazione, evitando così di trasformare gli animali in strumenti al servizio delle esigenze umane.

Zurlo ha inoltre evidenziato una responsabilità istituzionale: le amministrazioni dovrebbero preferire forme di ricostruzione che rispettino gli standard contemporanei di benessere animale. La difesa dei diritti degli animali, secondo l’associazione, dovrebbe andare oltre la mera legittimazione di tradizioni, promuovendo modalità didattiche che non implichino sofferenza animale.

Risposta del Comune e contesto amministrativo

Il sindaco Paolo Pilotto ha risposto sottolineando che l’iniziativa non è di competenza comunale, ma è promossa dall’associazione Connetti Brianza, che ha ricevuto un contributo dal bando culturale dedicato ai trasporti. Pilotto ha precisato che la commissione che ha assegnato il finanziamento non comprendeva né il sindaco né gli assessori, e che il Comune ha soltanto autorizzato gli aspetti tecnici legati a SUAP, Polizia Locale e Mobilità. Le autorizzazioni sono state concesse nel rispetto delle norme vigenti, ma il dibattito rimane aperto su quale sia il modo più adeguato di celebrare il passato senza compromettere i valori etici attuali.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.