La Serie A è un campionato ricco di storie, record e curiosità che hanno segnato la storia del calcio italiano. Ogni stagione porta con sé nuove statistiche e rinnova quelle già esistenti, come dimostra l’ascesa della Roma nelle quote Antepost dei pronostici Serie A 2026/2027, che la vede rimontare sul Napoli e rafforzare il suo status di anti-Inter per eccellenza. Il Biscione, campione in carica, resta il favorito per la vittoria dello scudetto, ma la storia del campionato è fatta anche di imprese meno conosciute, come quelle dell’Avellino negli anni ’80.
Tra le curiosità più affascinanti c’è la ‘Legge del Partenio’, che vedeva i Lupi dell’Avellino mettere in difficoltà anche le grandi squadre nello stadio di casa. Durante le dieci stagioni in Serie A, l’Avellino ha ottenuto risultati sorprendenti, come l’ottavo posto nel 1982 e nel 1987, con un totale di 264 punti in 300 partite. Ma la Serie A non è fatta solo di numeri: è anche la storia di giocatori straordinari come Gonzalo Higuain e Ciro Immobile, che hanno segnato 36 gol in una sola stagione, e di leggende come Silvio Piola e Francesco Totti, i migliori goleador all time.
I record storici della Serie A
La Serie A ha visto imprese memorabili, come le 17 vittorie consecutive dell’Inter nella stagione 2006/2007, un record che ancora oggi non è stato superato. Il Biscione è anche l’unico club ad aver disputato tutte e 94 le stagioni di Serie A con girone unico, sin dalla prima edizione del 1929/1930. Ma non solo l’Inter ha scritto pagine di storia: il Torino detiene il record di 88 risultati utili in casa dal 1946 al 1949, mentre il Milan riuscì a non perdere mai per quasi due anni, vincendo lo scudetto 1991/1992 da imbattuta, un’impresa eguagliata solo dalla Juventus nel 2011/2012.
Le curiosità storiche del pallone
Oltre ai record sportivi, la storia del calcio italiano è ricca di curiosità meno conosciute. Tra queste, il ‘pallone col bracciale’, un gioco popolare tra Ottocento e Novecento in cui i giocatori si sfidavano in uno sferisterio, armati di un pesante manicotto di legno. Questo sport, di cui si ha traccia già nel XVI secolo, divenne popolarissimo perfino tra gli intellettuali, tanto che Giacomo Leopardi ne cantò in una poesia e Edmondo De Amicis fu un tifoso appassionato. La Toscana, e Prato in particolare, furono tra i principali centri di questo sport, sfornando campioni tanto acclamati dalle folle quanto gli odierni professionisti del calcio.
Una storia che ha stuzzicato la curiosità del giornalista Andrea Bonfiglio, che dopo anni di ricerche archivistiche e documentarie ha pubblicato un libro che riporta alla luce questa pagina poco conosciuta della storia sportiva del territorio nell’Italia postunitaria. Tra le scoperte più significative figurano i cimeli di Polifonte Puccianti, alcune lettere autografe inedite di Edmondo De Amicis e un episodio della vita dell’anarchico Gaetano Bresci, che prima di andare a Monza per l’attentato al re Umberto I non volle perdersi la partita di ‘pallone col bracciale’ allo sferisterio di Bologna.



