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25 Agosto 2026

Cooperazione Italia-Africa: il ruolo cruciale del Piano Mattei nel futuro del continente

Durante il Meeting di Rimini, Carlo Fidanza e Giorgio Gori hanno discusso del Piano Mattei e delle strategie europee per lo sviluppo dell'Africa, evidenziando un approccio integrato che combina aspetti economici e sociali.

Cooperazione Italia-Africa: il ruolo cruciale del Piano Mattei nel futuro del continente

In un contesto politico spesso caratterizzato da divisioni, due europarlamentari di schieramenti opposti, Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia e Giorgio Gori del Partito Democratico, hanno trovato un terreno comune durante il Meeting di Rimini. Al centro del loro dialogo, il Piano Mattei e le strategie europee per lo sviluppo del continente africano.

L’incontro, intitolato Sviluppo integrale. La sinergia possibile tra Italia e Europa ha visto la partecipazione di Arnold Jacques de Dixmude, capo unità f.f. per i partenariati strategici con l’Africa presso la DG INTPA della Commissione europea, e John Makoha di Avsi Uganda. La discussione si è focalizzata sui circa 200 miliardi di euro destinati allo strumento Global Europe al centro del negoziato tra Consiglio e Parlamento per il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

Il Piano Mattei: un nuovo modello di cooperazione

Il Piano Mattei rappresenta un paradigma fondamentale che, in collegamento con il Global Gateway europeo, introduce un nuovo modello di cooperazione. Questo approccio si distacca dall’assistenzialismo tradizionale, puntando invece a valorizzare le iniziative locali nei Paesi africani coinvolti. Con 18 paesi già aderenti, il piano promuove il diritto a non emigrare offrendo formazione in loco per limitare l’emigrazione clandestina e favorendo un’immigrazione legale e qualificata.

Carlo Fidanza ha sottolineato l’importanza del Piano Mattei, definendolo una misura straordinaria che mira a creare partnership solide e durature. Ha anche evidenziato il successo del modello di cooperazione con l’Albania, che oggi viene copiato da altri stati europei. «L’Albania è un modello che è stato recepito nella normativa europea, in particolare con il recente regolamento rimpatri», ha dichiarato Fidanza.

La gestione dei migranti e il modello albanese

Durante il punto stampa al Meeting di Rimini, Fidanza ha parlato del problema dei dublinanti definendolo molto circoscritto. Ha ricordato che dal dicembre 2026 il governo Meloni ha congelato per tre anni gli effetti degli accordi di Dublino, impedendo ricollocamenti unilaterali e automatici. «Questi casi non potranno mai portare a ricollocamenti unilaterali e automatici, ma sempre a procedure concordate e condivise», ha sottolineato l’europarlamentare.

Fidanza ha anche parlato dell’accordo di collocazione temporanea stipulato con l’Albania, che oggi viene copiato da altri stati europei. «Non a caso ci sono già cinque Stati membri dell’Unione europea, oltre all’Italia, che stanno lavorando, in alcuni casi anche collaborando tra loro, per sviluppare progetti simili», ha aggiunto.

Il Premio Mattei per la cooperazione culturale

In attuazione del Piano Mattei, è stato istituito il Premio Mattei per la cooperazione culturale promosso dal ministero della Cultura in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Questo premio, con una dotazione finanziaria di un milione di euro, mira a rafforzare le relazioni tra l’Italia e gli Stati africani attraverso il sostegno a opere, progetti culturali e programmi di formazione artistica e accademica.

La cultura, in questo contesto, apre strade poco battute, perfino nei casi in cui si direbbero le uniche da percorrere. La storia di Enrico Mattei, ex partigiano e democristiano, è un esempio di come l’Italia abbia cercato di emanciparsi e raggiungere la sovranità energetica. Mattei, a capo dell’Eni, lavorò sodo per il bene del Paese, cercando gas e petrolio a buon prezzo per evitare di pagare dazio alle multinazionali anglo-americane dell’oro nero.

Oggi, il Piano Mattei rappresenta un omaggio alla sua visione, promuovendo una cooperazione che va oltre l’assistenzialismo, puntando a un vero e proprio partenariato per lo sviluppo integrale dell’Africa.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.