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29 Maggio 2026

Rapporto Italia 2026 Eurispes: italiani sempre più contrari a caccia, pellicce e allevamenti intensivi

Dai dati Eurispes emerge un’Italia più sensibile al benessere animale: cala la presenza di pet in casa, ma aumenta il rifiuto dello sfruttamento e cresce l’attenzione per le scelte alimentari a tutela degli animali.

Rapporto Italia 2026 Eurispes: italiani sempre più contrari a caccia, pellicce e allevamenti intensivi

Il rapporto tra italiani e mondo animale sta attraversando una fase di trasformazione profonda. Gli ultimi dati del Rapporto Italia 2026 di Eurispes raccontano una società più severa verso lo sfruttamento degli animali e, al tempo stesso, più attenta alla coerenza tra valori, consumi e scelte alimentari. Questa nuova sensibilità convive con un dato in controtendenza: diminuisce il numero di nuclei che convivono con un animale domestico.

La fotografia che emerge non è fatta di sfumature: su pratiche come caccia, pellicce, circhi con animali, vivisezione e allevamenti intensivi il no degli italiani è sempre più netto. Parallelamente, le famiglie che hanno un pet investono soprattutto in alimenti di qualità e cure veterinarie, mentre cresce il rispetto per le diete a base vegetale, viste come una scelta a tutela dell’ambiente e degli animali.

Un no sempre più deciso allo sfruttamento

Negli ultimi dodici mesi si è consolidata una presa di posizione che appare oramai strutturale. L’81,9% dei cittadini è contrario all’uso delle pellicce (in aumento rispetto al 79,4% del 2026); l’80,5% respinge l’impiego di animali nei circhi (era il 76% l’anno precedente); la vivisezione è rifiutata dal 78,7% degli intervistati, dato stabile; la caccia non convince il 70% degli italiani (contro il 68,3% del 2026). Molto significativo anche il giudizio sugli allevamenti intensivi per uso alimentare: i contrari salgono al 79,1%, un balzo rispetto al 71,4% dell’anno scorso.

Una sensibilità sociale in crescita

Queste percentuali indicano un cambiamento culturale che coinvolge fasce ampie della popolazione. Non si tratta solo di indignazione morale, ma dell’affermazione di un principio: la richiesta di maggiore tutela degli animali in ogni contesto. L’opinione pubblica chiede standard più elevati di benessere animale e un ripensamento delle attività che prevedono sfruttamento o sofferenza. In altre parole, la cittadinanza sembra voler allineare le proprie abitudini a una visione più responsabile, spingendo istituzioni e mercato verso pratiche più etiche.

Meno pet in casa, più qualità nelle cure

Il Rapporto Italia 2026 registra un calo della presenza di pet nelle famiglie. Oggi ha un animale domestico poco più di un terzo della popolazione, il 33,7%, con una diminuzione di 6,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Pur in questa flessione, cani e gatti restano i compagni più presenti: i cani rappresentano il 41% dei pet, i gatti il 37,1%. La fotografia restituisce famiglie forse meno numerose dal punto di vista dei pet, ma più attente alle esigenze concrete degli animali con cui convivono.

Dove si concentra la spesa

Le spese mensili si collocano prevalentemente nella fascia 31–100 euro (57,9%), mentre un ulteriore 26,1% supera la soglia dei 100 euro fino a oltre i 300 euro. Il budget si indirizza soprattutto verso alimentazione (50,8%) e cure veterinarie (40,1%), a conferma di una priorità rivolta alla salute e al benessere quotidiano. Spese come toeletta (58,4%), giochi (72,3%), abbigliamento (77,8%) e dog sitter/pensione (75,9%) rimangono modeste per la netta maggioranza, che dichiara di spendere meno di 30 euro l’anno in ciascuna di queste voci.

Assicurazioni e tutele

Sul fronte delle garanzie, il 16,3% dei proprietari ha sottoscritto un’assicurazione sanitaria per il proprio animale, mentre quasi un quinto (19,9%) ha optato per polizze di tutela legale e responsabilità civile. Sono segnali di una gestione più consapevole e strutturata della convivenza con i pet, che integra prevenzione, coperture assicurative e attenzione alle spese realmente necessarie per il benessere dell’animale.

Diete vegetali: rispetto, curiosità e dubbi

Il Rapporto Italia 2026 indaga anche le rappresentazioni sociali legate all’alimentazione vegetariana e vegana. In totale, l’8,5% degli italiani si dichiara vegetariano (5,3%) o vegano (3,2%), mentre un altro 4,9% afferma di esserlo stato in passato. La maggioranza rimane onnivora (86,6%), ma una quota non trascurabile (20,5%) si dice favorevole a sperimentare una dieta vegetariana, pur temendo di non riuscire a mantenerla nel tempo per ragioni pratiche o abitudinarie.

Tra apprezzamento e perplessità

Per molti italiani, la scelta vegetariana è innanzitutto una decisione da rispettare: lo pensa il 78,7% del campione. Più della metà (55,1%) la giudica una scelta ammirevole, per i suoi effetti su ambiente e tutela degli animali. Persistono, tuttavia, alcune riserve: il 31,4% la considera soprattutto una moda, il 31,2% la associa a fanatismo o intolleranza verso chi non condivide la stessa opzione, mentre il 22,1% teme possibili rischi per la salute. Questi dati suggeriscono che, pur tra diffidenze e curiosità, la direzione di marcia va verso diete più plant-based, sostenute dal desiderio di ridurre l’impatto sugli animali e sul pianeta.

Una tendenza che ridisegna scelte e priorità

L’insieme degli indicatori evidenzia un quadro coerente: gli italiani si allontanano dalle pratiche di sfruttamento animale, investono su salute e alimentazione dei pet quando presenti in famiglia e valutano con interesse stili alimentari a minore impatto sugli animali. È un cambiamento culturale che potrebbe consolidarsi nei prossimi anni, orientando politiche pubbliche, mercati e comportamenti quotidiani verso standard più etici. In questa transizione, informazione di qualità e strumenti di scelta consapevole saranno decisivi per trasformare sensibilità diffuse in abitudini durature.

Autore

Camilla Pellegrini

Camilla Pellegrini, genovese e già infermiera, racconta ancora la notte trascorsa nel pronto soccorso di Sampierdarena quando decise di tradurre esperienza clinica in contenuti divulgativi. In redazione sostiene un approccio rigoroso e porta con sé cartoline e appunti di turni reali.