Quando un proprietario apre la confezione di carne cruda destinata al proprio cane, la scena sembra semplice: una ciotola, un pasto, un momento di affetto. Tuttavia, dietro quel gesto quotidiano si nasconde un microcosmo di batteri, utensili e superfici che possono trasformarsi in una potenziale via di trasmissione di Salmonella. Una ricerca condotta in Gran Bretagna ha utilizzato il sequenziamento del DNA intero per tracciare le relazioni tra i batteri trovati nei cani, negli alimenti crudi e negli isolati umani.
Il lavoro, pubblicato il 31 ottobre 2026, ha analizzato 1.223 campioni raccolti tra il 2006 e il 2024: 1.017 provenienti da cani, 206 da alimenti crudi per animali domestici e un numero comparabile di isolati umani, tutti confrontati con lo stesso metodo di genotipizzazione. L’obiettivo non era quello di censire le ciotole presenti nelle case, ma piuttosto di verificare quanto i genomi dei batteri potessero avvicinarsi tra loro, suggerendo potenziali contatti ambientali.
Il quadro genomico: legami tra cani, cibo crudo e casi umani
L’analisi ha identificato 676 gruppi genetici distribuiti in 29 sierotipi di Salmonella. Di questi, 148 isolati canini (27,2%) risultavano molto simili a quelli umani, mentre 27 dei 114 campioni alimentari (23,7%) mostrano la stessa tendenza. In particolare, 17 isolati erano condivisi tra cani e cibo crudo; di questi, ben 15 erano già stati associati a infezioni dell’uomo. Questi dati non dimostrano una catena di contagio lineare, ma indicano che gli stessi ceppi possono circolare tra più “nodi” della catena alimentare domestica.
Resistenza antibiotica: un ulteriore elemento di preoccupazione
Tra i ceppi individuati, spicca Salmonella Typhimurium, spesso dotato di resistenze multiple a farmaci fondamentali per la terapia umana. La presenza di batteri multiresistenti in alimenti destinati agli animali domestici solleva dubbi sulla capacità di trattare eventuali infezioni con i classici antibiotici. Non significa che ogni cane infetto causi una malattia difficile da curare, ma evidenzia che le pratiche domestiche possono facilitare la diffusione di microrganismi già problematici.
Contaminazione dei prodotti crudi: dati della Food Standards Agency
Un’indagine separata, pubblicata a febbraio 2026, ha analizzato 380 confezioni di cibo crudo per cani e gatti commercializzate tra il 2023 e il 2024. Il 35% dei prodotti conteneva batteri potenzialmente patogeni e il 21% era positivo alla Salmonella. Queste percentuali, pur non potendo essere generalizzate a tutti i mercati, indicano una reale esposizione del consumatore a prodotti non sterili.
Pratiche igieniche consigliate
Le misure suggerite sono semplici ma decisive: lavare accuratamente le mani dopo aver toccato carne cruda o le feci dell’animale; mantenere separati gli utensili e i piani di lavoro destinati all’alimentazione umana da quelli destinati agli animali; pulire e disinfettare regolarmente ciotole e superfici. Durante la conservazione, la carne cruda va tenuta in contenitori chiusi, evitando contatti con altri alimenti familiari e scongelata in frigorifero o in contenitori impermeabili. Queste precauzioni assumono particolare importanza in famiglie con bambini, anziani, donne in gravidanza o persone immunocompromesse.
Raccomandazioni per chi sceglie una dieta cruda
Prima di adottare l’alimentazione a base di carne cruda, è fondamentale consultare il veterinario. Alcuni produttori propongono trattamenti termici o di alta pressione per ridurre la carica batterica, ma tali processi non garantiscono l’eliminazione completa di tutti i patogeni. Il principio One Health ricorda che la salute umana, animale e ambientale sono interconnesse: una pratica apparentemente innocua in cucina può creare ponti invisibili tra specie diverse.
Il DNA ha fornito una lente potente per osservare le connessioni tra Salmonella negli animali domestici, nei prodotti crudi e negli esseri umani. Non si tratta di un avvertimento a bandire i cani dalla tavola, ma di un invito a gestire la preparazione dei pasti con la stessa cura riservata a qualsiasi alimento potenzialmente contaminato.



