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30 Settembre 2026

Tragedia su A22: sette cani da caccia trovati morti in furgone

Sette cani da caccia, tutti setter inglesi, trovati morti in un furgone lungo l'A22 durante un viaggio verso la Lapponia. Le indagini sono in corso.

Tragedia su A22: sette cani da caccia trovati morti in furgone

Durante la serata di domenica 13 settembre, una pattuglia della Polizia Stradale si è fermata all’area di servizio Trens Est, situata sull’autostrada A22 nella zona di Vipiteno. Lì è stato segnalato un furgone con tre persone a bordo che, accanto a un paio di armi da caccia, aveva alloggiato sette cani da caccia. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato sei animali già privi di vita e un settimo in condizioni critiche, che è deceduto poco dopo i soccorsi.

Il ritrovamento al servizio autostradale Trens Est

Il veicolo era parcheggiato nel parcheggio dell’autogrill quando uno dei viaggiatori, preoccupato per la situazione dei cani, ha chiamato le forze dell’ordine. Gli agenti sono intervenuti prontamente e hanno scoperto che i cani erano collocati in quattro box all’interno del vano posteriore. Il furgone, destinato a trasportare i quattro cacciatori da Brescia verso la Lapponia, conteneva inoltre armi da caccia e munizioni, sequestrati insieme al mezzo e ai resti degli animali.

Come erano sistemati i cani e quali criticità emergono

Secondo le ricostruzioni fornite dagli occupanti, i sette cani erano tutti setter inglesi con passaporto europeo, microchip e vaccinazioni aggiornate. Due maschi erano collocati in box singoli, mentre le cinque femmine erano distribuite in due box da due e uno da una. Le fotografie scattate sul posto mostrano un bagagliaio quasi completamente riempito di effetti personali: valigie, sacchi e altri oggetti occupavano lo spazio attorno alle gabbie, ostruendo le aperture d’aria dei box. Inoltre, le porte dei box erano molto vicine al portellone posteriore, riducendo drasticamente la ventilazione. Queste circostanze hanno sollevato dubbi sulla possibilità di asfissia o di un accumulo di gas nocivi.

Le indagini, le difese e le ipotesi sulla causa della morte

L’autorità giudiziaria ha avviato le indagini per eventuali maltrattamenti su animali. I quattro proprietari, tutti cacciatori, hanno denunciato di aver effettuato una visita veterinaria due giorni prima della partenza, con risultati di salute ottimali. L’avvocato dell’accusa, Mattia Guarneri, ha richiesto prudenza, sottolineando che in poco più di un’ora di viaggio i cani non avrebbero dovuto perire, soprattutto se le gabbie fossero state conformi alle norme. Guarneri ha inoltre riferito di aver visionato gli esami del settimo cane, ancora vivo al momento dell’intervento, e di non aver riscontrato un quadro chiaro di asfissia. L’ipotesi di un guasto allo scarico del furgone o di un altro difetto tecnico viene valutata come possibile causa secondaria.

Le autorità hanno sequestrato il mezzo, le sei carcasse dei cani già deceduti, l’arma e il munizionamento, proseguendo con gli accertamenti veterinari ordinati dal giudice. La difesa dei cacciatori, che hanno dichiarato di amare profondamente i loro animali e di considerarli parte della famiglia, rimane in attesa di un verdetto definitivo. Nel frattempo il caso ha sollevato un acceso dibattito sull’opportunità di trasportare animali in condizioni di forte sovraffollamento e scarsa ventilazione su lunghe percorrenze autostradali.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.