Ridurre l’antimicrobico-resistenza in ambito veterinario richiede decisioni cliniche ponderate e strumenti operativi condivisi. Per i pazienti a quattro zampe, un documento ufficiale ha fissato criteri chiari per la gestione della terapia antimicrobica in cane e gatto mettendo al centro la valutazione del singolo caso e l’uso mirato dei farmaci. L’obiettivo è coniugare efficacia terapeutica e tutela della salute pubblica, limitando le prescrizioni superflue.
Le indicazioni si inseriscono nella strategia nazionale per il contrasto all’AMR promuovendo un approccio clinico che affianchi all’esame obiettivo l’impiego di diagnostica adeguata. Tra i punti cardine figurano la selezione accurata del principio attivo, la definizione della posologia e della durata del trattamento, nonché la valutazione delle condizioni specifiche del paziente per garantire sicurezza e risultati clinici.
Linee guida del Ministero della Salute: criteri clinici e diagnostici per terapie mirate
Il documento destinato ai medici veterinari delinea un percorso decisionale che parte da una solida valutazione clinica e si integra con gli strumenti diagnostici disponibili, in particolare gli esami microbiologici e i test di sensibilità agli antimicrobici quando indicati. Questo approccio consente di orientare la scelta terapeutica verso trattamenti mirati riducendo il ricorso empirico e favorendo una appropriatezza della prescrizione che bilancia necessità, efficacia e sicurezza.
Un’attenzione specifica viene dedicata all’identificazione del medicinale più adatto, alla stesura di un protocollo terapeutico coerente (dose, frequenza, durata) e alla valutazione di fattori individuali, come comorbilità, età e stato fisiologico dell’animale. In caso di infezioni sospette o recidivanti, i test di suscettibilità aiutano a limitare l’impiego di molecole a largo spettro quando non strettamente necessario, preservandone l’efficacia nel tempo.
La prescrizione prudente come principio guida
Il principio di prescrizione prudente invita a evitare trattamenti antimicrobici non necessari e a privilegiare la scelta del farmaco con il miglior profilo beneficio-rischio per la condizione clinica in esame. Ciò implica, tra l’altro, non utilizzare antibiotici per patologie non batteriche, definire durate ottimali per evitare sovra-trattamenti e monitorare la risposta terapeutica con criteri clinici e, quando utile, laboratoristici. La tutela dell’efficacia degli antimicrobici viene così integrata nella routine clinica.
Gestione delle categorie di antibiotici e coerenza con il quadro europeo
Le indicazioni sono coerenti con il quadro europeo sull’uso responsabile degli antimicrobici veterinari che prevede una gestione attenta delle diverse classi di antibiotici in base alla loro rilevanza per la salute animale e pubblica. In particolare, le molecole considerate di più alto impatto per la medicina umana richiedono criteri di impiego più stringenti e una giustificazione diagnostica solida, favorendo strategie terapeutiche graduate e il ricorso a alternative quando possibile.
Questa impostazione permette di limitare la pressione selettiva che favorisce l’emergere di resistenze mantenendo disponibili opzioni efficaci per i casi in cui sono davvero necessarie. La scelta del farmaco,
L’approccio One Health e il contributo della filiera della salute animale
Le nuove indicazioni rafforzano il ruolo della medicina veterinaria nell’approccio One Health in cui la gestione dell’AMR coinvolge simultaneamente salute umana, animale e ambiente. Gli animali da compagnia, come cane e gatto rappresentano un segmento significativo: l’uso oculato degli antibiotici in questi pazienti contribuisce a contenere la diffusione delle resistenze e a proteggere l’efficacia delle terapie anche in ambito umano.
In questo scenario, l’industria della salute animale condivide l’obiettivo di promuovere un uso responsabile dei medicinali veterinari attraverso ricercainnovazione e collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Il sostegno allo sviluppo di strumenti diagnostici più accurati, soluzioni preventive efficaci e percorsi di gestione integrata delle patologie diventa parte essenziale di una strategia virtuosa contro l’antimicrobico-resistenza.
Il documento si propone quindi come riferimento operativo per la pratica clinica quotidiana, accompagnando i veterinari nella scelta del trattamento più appropriato e sostenendo una cultura della prescrizione basata su evidenze, prudenza e responsabilità. Applicare sistematicamente questi criteri significa salvaguardare la efficacia degli antimicrobici, migliorare gli esiti per i pazienti a quattro zampe e contribuire alla salute collettiva.



