Negli ultimi giorni sono state alla luce due vicende che hanno scosso gli amanti degli animali in Abruzzo e in Puglia: il ritrovamento di una carcassa di cane morto sul fiume Pescara e la scoperta di un altro corpo canino in una zona periferica di Trani. Entrambi i casi hanno immediatamente suscitato preoccupazione, spingendo le autorità locali ad avviare indagini e a ricordare le norme vigenti in materia di abbandono animale e maltrattamento.
Ritrovamento di un cane di razza Breton sul lungofiume di Pescara
Il 23 settembre, due cittadini che passeggiavano con i loro animali nella zona di Fater, lungo il fiume Pescara, hanno notato una carcassa di un cane di razza Breton. I passanti hanno immediatamente allertato le guardie giurate volontarie del WWF Abruzzo, le forze di polizia municipale e la ASL di Pescara, le quali hanno recato i soccorsi sul posto.
Possibile coinvolgimento di un’arma da fuoco
Gli esperti sanitari veterinari hanno osservato una ferita profonda che, secondo le prime analisi, potrebbe corrispondere al foro di un’arma da fuoco. I testimoni hanno riferito che nei giorni precedenti la zona era stata interessata da una intensa attività venatoria, un elemento che gli inquirenti stanno valutando con attenzione. Il provvedimento di sequestro della carcassa da parte della polizia municipale è stato seguito dal prelievo per autopsia da parte dell’ASL, al fine di confermare l’ipotesi balistica.
Intervento delle autorità e stato dell’area
La zona di Fater è descritta dai volontari del WWF come un’area spesso trascurata: strade dissestate, rifiuti abbandonati e scarsa illuminazione la rendono un luogo potenzialmente pericoloso per pedoni, ciclisti e animali. Oltre alla ricerca di eventuali responsabili del colpo d’arma da fuoco le autorità hanno avviato una verifica sulla pulizia e la sicurezza del tratto fluviale, richiedendo interventi di riqualificazione urbana per prevenire ulteriori incidenti.
Scoperta di una carcassa di cane in Via delle Tufare, Trani
Il 21 settembre, un residente di Trani ha segnalato la presenza di un corpo canino nella via delle Tufare, situata nella periferia della città. Il cane, ormai in avanzato stato di decomposizione, è stato prontamente rimossо dalle autorità sanitarie locali. Diversamente dal caso di Pescara, le cause del decesso non sono ancora chiare: non si escludono né un evento naturale tipico dei randagi, né un possibile atto di abbandono o maltrattamento.
Incertezza sulle cause del decesso
Gli esperti veterinari non hanno ancora potuto determinare se la morte sia stata provocata da fattori naturali, come una malattia o la mancanza di cibo, o se sia il risultato di un intervento doloso. La mancanza di testimonianze dirette rende più complessa la ricostruzione dei fatti, lasciando aperta la possibilità di un abbandono volontario o di un incidente accidentale.
Quadro giuridico per l’abbandono e il maltrattamento
In Italia, l’articolo 727 del Codice Penale punisce l’abbandono di animali con pene che vanno dall’arresto fino a un anno o dalla multa. Qualora l’atto provochi sofferenza o morte, si configura il reato di maltrattamento ai sensi dell’articolo 544-ter con sanzioni fino a 18 mesi di reclusione. Sul piano amministrativo, la normativa nazionale prevede sanzioni pecuniarie comprese tra 150 e 750 euro, raddoppiate in caso di recidiva. La Regione Puglia, con il Regolamento n. 8/2015, stabilisce che la sepoltura degli animali domestici non può avvenire liberamente su terreni privati o spazi pubblici; è necessario rivolgersi a strutture veterinarie autorizzate. Trani non dispone attualmente di un cimitero per animali, rendendo ogni sepoltura improvvisata illegale.
Entrambi i casi rimandano al dibattito più ampio sulla tutela degli animali e sulla necessità di un più efficace controllo delle aree pubbliche. Le autorità di Pescara e Trani hanno promesso di intensificare le pattuglie di sorveglianza e di avviare campagne informative per sensibilizzare la cittadinanza sulla responsabilità verso gli animali domestici.



