Il rifugio Margherita punto di riferimento per cani e gatti nella periferia di Messina, si avvia verso la chiusura definitiva. La data fissata è il 30 settembre giorno in cui i volontari dovranno abbandonare la struttura che ha ospitato oltre un migliaio di animali negli ultimi dieci anni.
Fondato nel 2016 da Francesca Panarello il centro è nato senza alcun supporto dal Comune e si è sostenuto grazie al lavoro di pochi volontari e a donazioni sporadiche. Dopo un decennio di salvataggi, l’aumento delle spese di mantenimento e la mancanza di finanziamenti stabili hanno reso impossibile continuare l’attività nella sua sede attuale.
Gli ultimi dodici ospiti: quattro cani e otto gatti
Al momento della chiusura rimangono dodici animali quattro cani – tra cui Bengy e Diango – e otto gatti che hanno trovato temporanea sicurezza nella struttura. I volontari temono che, senza una soluzione, gli animali vengano trasferiti in strutture affollate, confinati in box stretti o, nel peggiore dei casi, rimandati alle strade.
Verso una nuova casa: progetto di trasferimento e raccolta fondi
È stata individuata una piccola struttura nell’ex gattile di via San Cosimo, che potrebbe accogliere i quattro cani e gli otto gatti. Tuttavia, il luogo necessita di adeguamenti strutturali realizzazione di box specifici per i cani, messa a norma degli spazi e installazione di sistemi igienico-sanitari. Per coprire questi interventi è stata avviata una campagna di raccolta fondi da parte della sezione ENPA di Messina.
Necessità di adeguamento strutturale
Gli interventi richiesti includono la costruzione di recinti sicuri, la creazione di aree di quarantena per gli animali malati e l’allestimento di zone di riposo separate per cani e gatti. Senza questi lavori, l’accoglienza non sarebbe conforme alle normative vigenti, rendendo impossibile il trasferimento.
Appello ai sostenitori
I responsabili hanno lanciato un messaggio sui social chiedendo aiuto economico, anche con piccole donazioni, e la diffusione dell’appello per raggiungere un pubblico più ampio. “Il tempo corre, il 30 settembre è vicino”, affermano i volontari, sollecitando chiunque possa contribuire a costruire l’ultima casa per gli animali rimasti.
Se la campagna non raggiungerà gli obiettivi entro la scadenza, i cani e i gatti rischiano di essere smistati in altre strutture, con possibili sovraffollamenti e minori cure. Al contrario, una risposta positiva permetterebbe di garantire una continuità di assistenza e di evitare la frammentazione della comunità animale che il rifugio ha curato per un decennio.



