Nella tranquilla zona di Monigo, a Treviso, i residenti stanno vivendo un incubo ricorrente: l’invasione dei cani da caccia lasciati liberi dai cacciatori. Le villette e i giardini di via Casette sono diventati un campo di addestramento non autorizzato, con conseguenze spiacevoli per chi ci vive.
La situazione è diventata insostenibile, soprattutto durante la stagione di caccia. I residenti denunciano danni agli orti, paura per i bambini e un senso di ingiustizia per l’invasione delle loro proprietà private.
L’invasione dei cani da caccia
Ogni anno, con l’avvicinarsi della stagione di caccia, i residenti di Monigo si preparano a un periodo di disagio. I Cani da caccia, lasciati liberi dai cacciatori, scorrazzano per i giardini, si nascondono nei capanni degli attrezzi e passano sopra orti e aiuole. Marilena Rosada, una voce storica del quartiere, racconta: “Questi cani arrivano qui ed entrano ovunque. Si sentono i fischi dei cacciatori che provano a richiamarli, ma inutilmente. Invadono le nostre proprietà.”
La situazione è particolarmente critica durante la stagione di caccia, quando gli spari e la presenza dei cani diventano una costante. I residenti denunciano che i cacciatori, pur affermando di rispettare le recinzioni, non esitano a entrare nelle proprietà private quando non ci sono barriere visibili.
Danni e paure
I danni causati dai cani sono numerosi: orti distrutti, giardini calpestati e un senso di insicurezza costante. “Nella stagione di caccia i cani te li ritrovi anche nella stradina di casa, sinceramente non sai cosa aspettarti”, racconta un residente. “Io, quando avevo mia nipote col passeggino, evitavo anche di uscire. E ancora adesso bisogna stare attenti.”
Le segnalazioni ai carabinieri forestali e al comitato di quartiere sono numerose, ma la situazione rimane irrisolta. I residenti sono determinati a difendere i loro diritti e stanno valutando azioni legali per porre fine a questa invasione.
Spari e disturbo nella quiete di Montarice
Non solo a Monigo, ma anche a Montarice, nei pressi di Porto Recanati, i residenti stanno vivendo un periodo di grande disagio a causa degli spari dei cacciatori. Emanuele Gatta, un medico che vive nel quartiere, racconta: “Un intero weekend passato senza riuscire a dormire a causa degli spari dei cacciatori, esplosi di prima mattina.”
Gli spari, che dovrebbero essere effettuati a una distanza minima di 150 metri dalle abitazioni, sono stati registrati a pochi metri dalle case dei residenti. Questo ha causato non solo disturbo al sonno, ma anche paura tra i bambini e gli animali domestici.
Reazioni e denunce
I residenti di Montarice hanno allertato i carabinieri forestali e parlato con il sindaco Andrea Michelini. Il comitato di quartiere sta seguendo la questione e sono in corso valutazioni per intraprendere azioni legali. “Siamo intenzionati a difendere i nostri diritti”, afferma Gatta, “perché qui vivono centinaia di persone che meritano di vivere in pace.”
La situazione a Monigo e Montarice riflette un problema più ampio: la convivenza tra attività di caccia e vita quotidiana dei residenti. Mentre i cacciatori esercitano il loro diritto, i residenti chiedono rispetto per le loro proprietà e la loro tranquillità.



