Per milioni di persone, l’amore per i cani è stato sempre accompagnato da starnuti, occhi arrossati e altre spiacevoli reazioni allergiche. Tuttavia, una rivoluzione scientifica potrebbe cambiare tutto questo. Due beagle, Bailey e Alfie, sono stati modificati geneticamente per eliminare la proteina responsabile delle allergie, aprendo nuove possibilità per chi sogna di vivere con un cane senza preoccupazioni.
Questa straordinaria impresa è stata realizzata da Kindred Companion Sciences un’azienda di biotecnologie fondata da Matt Walker un genetista che ha sempre sognato di avere un cane ma è stato sempre fermato dalle sue allergie. Walker, che ha studiato ad Harvard e lavorato alla Columbia University, ha deciso di utilizzare la tecnologia CRISPR vincitrice del Premio Nobel, per creare cani che non scatenino reazioni allergiche.
La proteina responsabile delle allergie e la soluzione CRISPR
Il cuore del problema è una proteina chiamata Can f 1 presente nella forfora, nel pelo e nella saliva dei cani. Questa proteina è l’allergene canino più comune e provoca reazioni in oltre la metà delle persone allergiche ai cani. Anche le razze considerate ipoallergeniche, come i poodle, presentano livelli di questa proteina uguali o addirittura superiori rispetto ad altre razze.
Walker e il suo team hanno utilizzato CRISPR per disattivare il gene che produce la proteina Can f 1 in cellule cutanee prelevate da una femmina di beagle. Successivamente, tramite una tecnica di clonazione chiamata trasferimento nucleare di cellule somatiche, hanno iniettato le cellule modificate in ovuli di beagle donatrici. Dei 25 embrioni creati, solo due sono arrivati a termine, dando vita a Bailey e Alfie.
Test e risultati: la conferma scientifica
Per verificare l’efficacia della modifica genetica, il team ha sequenziato il DNA dei cuccioli e prelevato campioni di saliva e forfora per misurare i livelli di Can f 1. I test non hanno rilevato la proteina, a differenza dei campioni di cani non modificati. Walker si è persino offerto come cavia per un test cutaneo, e le gocce prelevate dal cane modificato non hanno provocato alcuna reazione.
La convivenza e i piani futuri
La vera prova è stata la convivenza. Walker ha vissuto con Bailey per l’ultimo anno e mezzo senza mai avere una reazione allergica. Durante una videochiamata, ha sollevato Bailey in braccio senza starnutire né avere occhi arrossati. Alfie, invece, vive con il cofondatore Nick Gavin.
Non è il primo tentativo del genere. Anni fa, ricercatori di InBio in Virginia avevano provato con i gatti senza riuscirci, mentre un gruppo sudcoreano ci era riuscito nel 2026 con un felino di nome Alsik, che mostrava livelli estremamente bassi dell’allergene Fel d 1.
Fyodor Urnov, esperto di editing genetico dell’Università della California a Berkeley, vede di buon occhio questo uso di CRISPR. “L’editing può, e deve, essere applicato per risolvere problemi reali che affronta l’umanità”, dice, aggiungendo che la stessa tecnica potrebbe migliorare la salute dei cani rovinata da certi allevamenti selettivi.
Bailey e Alfie continuano a fare controlli veterinari regolari e li faranno per tutta la vita. Il team ha anche verificato la presenza di eventuali modifiche fuori bersaglio nel genoma, senza trovarne. L’azienda ha iniziato con i beagle per il loro uso nella ricerca, ma punta ad allargare il progetto ad altre razze e a creare cani da assistenza ipoallergenici.
Walker non ha indicato quando questi cani saranno disponibili sul mercato, ma ha precisato che l’azienda non è interessata a un uso “cosmetico” o da “novità” della tecnologia. “Ha portato tanta gioia, attività e compagnia nella mia vita”, dice Walker parlando di Bailey.



