L’area cani di piazza Repubblica a Pizzighettone è diventata un simbolo delle tensioni tra cittadini e amministrazione comunale. Tra erba alta, recinzioni rotte e mancanza di manutenzione, la situazione è critica. I residenti hanno iniziato a protestare, chiedendo interventi urgenti per migliorare le condizioni dell’area.
La consigliera Claudia Dioli, del gruppo di minoranza ‘Insieme si cambia Pizzighettone’, ha espresso preoccupazione per il degrado e ha sottolineato che molti cittadini hanno già iniziato a intervenire autonomamente. “Abbiamo tagliato l’erba, riparato le recinzioni e portato acqua”, ha dichiarato Dioli, aggiungendo che è necessario un maggiore impegno da parte del Comune.
Le proteste dei cittadini
Nei giorni scorsi, sono stati affissi cartelli di protesta che denunciano le condizioni dell’area cani. “Attenzione recinzione non a norma” e “Per eventuali fughe o aggressioni rivolgersi al Comune” sono solo alcuni dei messaggi che i cittadini hanno deciso di esporre. Questi cartelli riflettono il malcontento generale e la richiesta di un intervento immediato.
Il sindaco Luca Moggi ha preso atto delle segnalazioni e ha annunciato un sopralluogo straordinario da parte dell’ufficio tecnico. “La messa in sicurezza dei luoghi è prioritaria”, ha dichiarato Moggi, sottolineando l’importanza della responsabilità dei proprietari dei cani. “Ho incontrato diverse persone negli anni che mi hanno segnalato anche un cattivo utilizzo da parte di alcuni cittadini”, ha aggiunto il sindaco.
Tra le soluzioni ipotizzate c’è la possibilità di ricollocare l’area cani. Tuttavia, questa opzione sarà valutata solo dopo la chiusura del cantiere per il nuovo polo dell’infanzia e la riqualificazione dell’area circostante. “Potranno essere definite solo dopo la chiusura del cantiere”, ha precisato Moggi.
Intanto, i cittadini continuano a chiedere interventi concreti. “Ci sarebbe molto altro da fare”, hanno dichiarato alcuni residenti, sottolineando che il degrado non riguarda solo le recinzioni, ma anche l’erba alta e la mancanza di acqua. La protesta anonima continua, e l’amministrazione è chiamata a rispondere alle richieste della comunità.
Il caso dei cani abbandonati in California
Mentre a Pizzighettone si discute del degrado dell’area cani, in California si è verificato un caso di abbandono che ha commosso molti. Sei cani, tra cui tre cuccioli e tre adulti, sono stati trovati a vivere tra i rifiuti in cerca di cibo. La loro storia è un esempio drammatico delle conseguenze dell’abbandono degli animali.
I cani sono stati recuperati grazie all’intervento di Suzette Hall, fondatrice dell’associazione Logan’s Legacy 29. La volontaria Rosario ha messo in sicurezza gli animali, che sono stati trasferiti al Camino Pet Hospital per le cure necessarie. “Non è stato semplice”, ha dichiarato Rosario, spiegando che gli animali erano estremamente diffidenti a causa del loro passato segnato da abbandoni e maltrattamenti.
Le cure e il recupero
Per il cane maschio, che aveva un grave trauma a un occhio, è stata necessaria un’intervento chirurgico per rimuovere l’occhio danneggiato. La mamma con i cuccioli è stata affidata a una famiglia stallo, mentre la femmina incinta ha bisogno di una sistemazione tranquilla per affrontare il parto. Nonostante le difficoltà, tutti i cani hanno finalmente iniziato un percorso di recupero che sulla strada sarebbe stato impossibile.
Questa storia ricorda quanto l’abbandono rappresenti una delle principali cause di sofferenza per i cani. Gli animali lasciati soli sono costretti a cercare cibo tra i rifiuti, esposti a incidenti stradali, malattie, aggressioni e gravidanze incontrollate. Oggi, il futuro di questi cani dipende dalle cure, dall’affetto dei volontari e dalla possibilità di trovare una famiglia capace di non abbandonarli mai più.
Il caso dei gatti a Cremona
A Cremona, un caso di degrado riguardante numerosi gatti tenuti in condizioni critiche in un appartamento di via Zara ha riportato al centro del dibattito politico la questione del benessere animale. Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione a risposta orale, firmata dal capogruppo Marco Olzi e dal consigliere Matteo Carotti, chiedendo chiarimenti all’amministrazione comunale.
Secondo quanto riportato nell’atto ispettivo, sarebbero stati segnalati diversi felini tenuti in condizioni ritenute incompatibili con le norme sul benessere animale, sull’igiene e sulla tutela della salute pubblica. I consiglieri di opposizione sostengono che la situazione sarebbe già nota al Comune e richiederebbe un intervento tempestivo degli uffici competenti.
Le richieste dell’opposizione
Nell’interrogazione, Olzi e Carotti richiamano il Regolamento comunale per la tutela del benessere degli animali, che attribuisce all’amministrazione specifiche competenze nella gestione delle colonie feline e dei gatti liberi. Viene inoltre ricordato il Regolamento regionale n. 2 del 2017, che impone ai Comuni di dotarsi di un rifugio per animali o di convenzionarsi con strutture idonee per garantire il ricovero dei gatti randagi o ceduti dai privati.
Fratelli d’Italia evidenzia che, a oggi, il Comune di Cremona non dispone ancora di un’Oasi felina o di un gattile sanitario pienamente operativo, nonostante le richieste di chiarimento formulate nel tempo e gli obblighi previsti dalla normativa regionale. Attraverso l’interrogazione, Olzi e Carotti chiedono al sindaco e alla Giunta di riferire se siano stati effettuati accertamenti sul caso segnalato e quali interventi siano stati o saranno adottati per tutelare gli animali coinvolti.
Domandano inoltre di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori dell’Oasi felina, i tempi previsti per la conclusione dell’opera e le ragioni che, fino a oggi, hanno impedito la realizzazione del gattile sanitario previsto dalla normativa. La situazione a Cremona riflette le sfide che molte città affrontano nel garantire il benessere degli animali e la necessità di interventi concreti per migliorare le condizioni di vita degli animali domestici.


