La lateralità nei cani, ovvero la predilezione per una zampa rispetto all’altra, è diventata oggetto di studio sistematico grazie a un gruppo di ricerca dell’Università di Bari. Gli autori hanno tradotto l’idea di un questionario umano in una serie di prove comportamentali concrete, ottenendo un indice composito che mira a fornire una valutazione più completa rispetto ai test singoli utilizzati in passato.
Il nuovo strumento, denominato Doginburgh Inventorynasce per standardizzare l’indagine sulla preferenza motoria nei cani di famiglia e per collegare questi dati a variabili comportamentali, fisiologiche e di benessere. Il protocollo è stato applicato a un campione di 43 cani di età compresa tra uno e dieci anni, rappresentativi di diverse razze e contesti familiari.
Composizione del Doginburgh Inventory e modalità di prova
Il test si articola in quattro esercizi distinti, scelti per catturare sia la direzione sia l’intensità della lateralità in situazioni diverse. Nel primo esercizio viene impiegato il classico giocattolo Kong, riempito con una ricompensa: si osserva quale zampa il cane usa per stabilizzare l’oggetto mentre cerca il cibo. Questa prova mette in luce la manualità fine durante un compito manipolatorio.
Recupero del cibo sotto un mobile
Il secondo test consiste nel posizionare un bocconcino sotto un mobile leggermente sollevato e registrare quale zampa viene inserita per raggiungerlo. Questo esercizio valuta la capacità di raggiungimento in spazi ristretti e offre informazioni complementari a quelle ricavate dal Kong.
Scala e piattaforma di camminata
La terza prova osserva quale zampa è impiegata per prima quando il cane scende una scala, fornendo un dato sul pattern di avvio del movimento. La quarta analizza la locomozione su una piattaforma rialzataregistrando quale zampa tocca il suolo per prima scendendo durante una passeggiata. Insieme, queste prove motrici dinamiche completano il profilo motorio del soggetto.
Classificazione in cinque livelli e risultati principali
I dati raccolti nelle quattro prove sono stati sintetizzati in un indice composito che consente di inserire ogni cane in una delle seguenti categorie: forte lateralità sinistradebole lateralità sinistraassenza di preferenza (ambidestro), debole lateralità destra e forte lateralità destra. Questa scala a cinque gradazioni offre una risoluzione superiore rispetto alla tradizionale tripartizione destrorsi/mancini/ambidestri.
Dai risultati emergono numeri chiave: circa il 32,56% dei soggetti mostrava una lateralizzazione marcata, il 46,51% una lateralizzazione più lieve e il 20,93% risultava privo di una preferenza netta. Un altro aspetto significativo è che la zampa preferita può variare in funzione del compito: un cane può usare con decisione la zampa destra in una situazione manipolativa e poi non mostrarne la stessa preferenza durante la locomozione.
Differenze legate al sesso biologico
Analizzando le singole prove, gli sperimentatori hanno evidenziato una tendenza nei maschi a utilizzare la zampa sinistra nel test del Kong, mentre nelle femmine non è emersa una direzione collettiva altrettanto marcata. Questo riscontro richiama analogie con alcune distribuzioni osservate negli esseri umani, ma va interpretato con cautela a causa della dimensione del campione.
Implicazioni pratiche, relazioni con comportamento e curiosità osservate
La lateralità è più di una semplice preferenza motoria: studi correlati indicano che questa caratteristica può associarsi a differenze comportamentali e fisiologiche. Per esempio, alcune ricerche suggeriscono che i cani con predominanza della zampa sinistra tendono ad avere reazioni più caute o pessimiste in situazioni ambigue, mentre i soggetti fortemente lateralizzati possono apparire più sicuri negli approcci a oggetti sconosciuti. Altri lavori indicano che i soggetti con lateralizzazione debole o assente possono essere più sensibili a eventi stressanti come i temporali.
Gli autori propongono applicazioni concrete del Doginburgh Inventoryvalutazioni del benessere nei rifugi, strumenti per la selezione e l’addestramento di cani da lavoro, studi sullo stress cronico e ricerche sulla cognizione animale. È stata inoltre esplorata l’ipotesi di una correlazione tra la mano dominante del proprietario e la zampa preferita del cane, una possibile chiave per comprendere aspetti della relazione uomo-cane.
Durante la raccolta dati si sono verificati anche episodi curiosi: in un caso un cane mostrava una forte preferenza per la zampa sinistra e, solo al momento dell’arrivo in laboratorio, si è scoperto che la zampa destra era stata amputata in passato per un tumore. Episodi come questo ricordano la necessità di interpretare i risultati considerando la storia individuale dell’animale.
I ricercatori definiscono il Doginburgh Inventory una prova di concetto da estendere a campioni più ampi e diversificati, ma sottolineano che lo strumento rappresenta un passo avanti nella comprensione della lateralità nei cani e delle sue possibili ricadute su comportamento e benessere.



