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1 Agosto 2026

Abandono animali domestici: campagne, numeri e soluzioni per contrastare il fenomeno

La polizia di Stato e Legambiente lanciano iniziative per contrastare l'abbandono degli animali domestici, un fenomeno che colpisce soprattutto in estate

Abandono animali domestici: campagne, numeri e soluzioni per contrastare il fenomeno

Ogni estate, migliaia di animali domestici vengono abbandonati, lasciati a fronteggiare sofferenze e pericoli. Questo fenomeno, oltre a essere un reato, rappresenta un tradimento verso i nostri amici a quattro zampe. La polizia di Stato e Legambiente stanno lavorando per sensibilizzare l’opinione pubblica e proporre soluzioni concrete.

L’abbandono degli animali non solo mette a rischio la loro vita, ma può anche causare incidenti stradali. Per questo, è fondamentale promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità verso gli animali domestici.

La campagna della polizia di Stato contro l’abbandono

La polizia di Stato ha lanciato la campagna #L’amiciziaèunacosaseria per contrastare l’abbandono degli animali domestici, un fenomeno particolarmente diffuso durante l’estate. Lo spot, diffuso sui canali social ufficiali, mostra una poliziotta che parte in vacanza con la sua cagnolina Joy, sottolineando l’importanza di non lasciare soli i propri animali.

Nel 2026, in Italia, sono stati recuperati oltre 6.300 animali in un solo mese: 2.500 cani, di cui 753 senza microchip, e 3.750 gatti, tra cui 1.750 cuccioli. Questi numeri evidenziano la gravità del problema e la necessità di interventi mirati.

Le sanzioni per chi abbandona gli animali sono severe: fino a 3 anni di carcere e multe fino a 30.000 euro. Inoltre, in caso di incidente stradale causato dall’abbandono, può scattare anche la sospensione della patente.

Il rapporto di Legambiente sul randagismo

Il rapporto nazionale Animali in Città di Legambiente fotografa una situazione allarmante, soprattutto in regioni come Sicilia, Calabria e Campania. In Sicilia, ad esempio, ci sono tra i 60.000 e i 70.000 cani randagi, un numero che rappresenta un’enorme spesa per le amministrazioni pubbliche.

Mantenere un cane in canile costa mediamente 1.900 euro all’anno, una cifra che può aumentare fino a 2.550 euro per animali inadottabili. Legambiente sottolinea che investire nella formazione dei proprietari e nella prevenzione avrebbe un costo infinitamente inferiore.

Tra le cause principali del randagismo ci sono le cucciolate domestiche incontrollate, il mercato online senza adeguate verifiche e la mancata iscrizione all’anagrafe degli animali. Questi fattori contribuiscono a rendere migliaia di animali invisibili al sistema finché non finiscono vaganti in un canile.

Le proposte di Legambiente per invertire la rotta

Legambiente propone un pacchetto di interventi per contrastare il randagismo. Tra le soluzioni suggerite ci sono l’istituzione di un fondo nazionale per i servizi veterinari essenziali, corsi gratuiti e obbligatori per chi decide di prendere un animale e una riduzione dell’IVA sulle cure veterinarie.

L’associazione ambientalista chiede anche una maggiore integrazione tra anagrafe degli animali, servizi sanitari e servizi sociali. Inoltre, propone di recepire al più presto il nuovo regolamento europeo dedicato alla tracciabilità degli animali domestici, che entrerà in vigore progressivamente dal 2028.

In Europa, paesi come Germania, Regno Unito e Francia hanno già adottato misure efficaci, come la patente per il proprietario di animali. Questi esempi potrebbero ispirare anche l’Italia per migliorare la gestione del randagismo.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.