I Mondiali di calcio del 2026, che si terranno tra Stati Uniti, Canada e Messico, promettono di essere un evento senza precedenti non solo per lo spettacolo sportivo, ma anche per le innovazioni tecnologiche impiegate nella sicurezza. Tra queste, spiccano i cani robot di Hyundai, che affiancheranno le tradizionali forze di polizia e gli steward.
L’evento, che si svolgerà dall’11 giugno al 19 luglio, vedrà la partecipazione di oltre 5 milioni di spettatori negli stadi, rendendo la sicurezza una priorità assoluta. Ma non è solo la sicurezza fisica a preoccupare gli organizzatori: la cybersecurity è un altro fronte critico che richiede attenzione.
I cani robot di Hyundai: una rivoluzione nella sicurezza
Hyundai ha annunciato il dispiegamento di quattro unità speciali di Spotil celebre cane robot sviluppato dalla controllata Boston Dynamics. Questi quadrupedi robotici saranno posizionati in nodi strategici del torneo, svolgendo compiti che vanno dai pattugliamenti autonomi al monitoraggio dei siti, fino alle ispezioni tecniche di sicurezza.
La presenza di questi robot ha suscitato discussioni e timori, soprattutto in un clima già teso per le politiche migratorie statunitensi e le preoccupazioni sulla militarizzazione dei controlli. Tuttavia, Boston Dynamics ha smentito l’uso di riconoscimento faccialespiegando che Spot sarà utilizzato principalmente per supportare il personale di sicurezza in compiti come l’ispezione di pacchi sospetti.
L’iniziativa Security Spot e le reazioni del pubblico
I robot fanno parte dell’iniziativa Security Spot promossa da Hyundai, che per il torneo ha annunciato la sua più ampia flotta di mobilità e robotica mai schierata. L’obiettivo dichiarato è contribuire a rendere l’ambiente più sicuro, ma l’effetto visivo dei cani robot ha destato preoccupazioni tra il pubblico.
Su social networkmolti utenti hanno paragonato i cani robot all’episodio Metalhead di Black Mirrorun immaginario distopico in cui una macchina autonoma insegue senza tregua una donna. Questo ha alimentato il dibattito sul livello di controllo accettabile in nome della sicurezza.
La cybersecurity: una minaccia concreta
Oltre alla sicurezza fisica, i Mondiali 2026 dovranno affrontare una minaccia sempre più concreta: quella informatica. Secondo un’analisi di Unit 42, il team di threat intelligence di Palo Alto Networks, la complessità geografica e tecnologica del torneo amplia significativamente la superficie d’attacco.
Le principali categorie di minacce includono attacchi geopolitici, azioni di collettivi filorussi e criminalità informatica orientata al profitto. Gruppi sponsorizzati dall’Iran e collettivi filorussi come NoName057(16) hanno già dimostrato capacità offensive attraverso attacchi distruttivi e intrusioni nei sistemi di controllo industriale.
Lezioni dal passato e misure per il 2026
Gli analisti richiamano episodi avvenuti durante grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi di Parigi 2026 e i Giochi di Pyeongchang 2018, per sottolineare l’importanza di una pianificazione accurata. Per ridurre i rischi, Unit 42 raccomanda la creazione di una centrale di cyber-operazioni multinazionale, la mappatura completa dei fornitori tecnologici e l’esecuzione di simulazioni realistiche di attacco.
Il principio guida è chiaro: pianificare la risposta agli incidenti prima dell’inizio del torneo, partendo dall’assunto che i tentativi di attacco si verificheranno. Con queste misure, i Mondiali 2026 potranno essere non solo un evento sportivo straordinario, ma anche un modello di sicurezza avanzata.



