La provincia di Arezzo sta vivendo una ondata di violenza contro il lupo predatore simbolo del territorio toscano. Negli ultimi mesi, diverse segnalazioni hanno portato alla luce esemplari feriti o già morti, alcuni dei quali mostrano evidenti segni di colpi d’arma da fuoco o di pallini da caccia. L’Enpa – Ente Nazionale Protezione animali – ha avviato un’indagine approfondita, denunciando i fatti alle autorità giudiziarie. Le vicende, avvenute al di fuori del periodo venatorio e in aree abitate, sollevano interrogativi sulla convivenza rispettosa tra uomo e fauna selvatica, oltre a richiedere un intervento tempestivo da parte delle forze dell’ordine.
Il primo caso segnalato è avvenuto a Molinelli, dove un cittadino ha pensato di aver individuato un cane ferito. Gli operatori dell’Enpa, però, hanno scoperto che si trattava di un lupo in condizioni critiche, con una profonda ferita alla fronte. L’esemplare è stato prontamente catturato e trasferito a strutture veterinarie per tentare un intervento salvifico, ma è deceduto dopo circa quindici giorni di sofferenza.
Il lupo ferito a Molinelli: un caso di violenza fuori stagione
Il ritrovamento a Molinelli ha acceso i riflettori su una pratica criminale che va contro ogni principio di tutela ambientale. Il luogo dell’accaduto è una zona abitata, lontana dalle aree di caccia autorizzate, e il fatto si è verificato fuori dal periodo venatorio, rendendo ancora più grave la violazione della normativa vigente. L’intervento dei soccorritori ha permesso di raccogliere prove importanti, tra cui la traiettoria del proiettile e le tracce di sangue, elementi fondamentali per le indagini.
Indagini veterinarie: il colpo di arma da fuoco
Le analisi effettuate dal team veterinario hanno confermato la presenza di un colpo d’arma da fuoco alla fronte del lupo. La ferita, di entità tale da provocare una perdita di sangue massiccia, ha condotto l’animale a una lenta agonia durata quindici giorni, periodo durante il quale le cure veterinarie non sono riuscite a salvare la vita dell’esemplare. La testimonianza raccolta dall’Enpa sottolinea che il gesto è stato perpetrato in maniera deliberata, senza alcuna motivazione di difesa del bestiame o di gestione della popolazione.
Altri esemplari colpiti: Pieve al Toppo e la SR71
Il caso di Molinelli non è stato isolato. Nella campagna di Pieve al Toppo è stata trovata la carcassa di un lupo mortale a causa di morsi di cinghiale, ma l’autopsia ha rivelato la presenza di numerosi pallini sparsi nel corpo, segno di un precedente ferimento causato da proiettili di caccia. Analogamente, lungo la Strada Regionale 71 (SR71) è stata rinvenuta una lupa investita da un veicolo; l’esame post mortem ha mostrato ferite da pallini confermando che anche in questo episodio il predatore è stato vittima di una violenza non correlata al periodo di caccia.
Reazioni dell’Enpa e i passi verso la Procura
L’Enpa, attraverso la sua sezione di Arezzo, ha espresso una condanna ferma e senza mezzi termini verso questi atti, definendoli violenza gratuita e irresponsabile. Sono stati già predisposti gli atti da inoltrare alla Procura della Repubblica affinché le autorità competenti possano fare piena luce sui responsabili. L’associazione ha inoltre ringraziato la Task Force Regionale e i Carabinieri Forestali per il loro impegno nella tutela della fauna selvatica. L’appello rivolto ai cittadini è quello di segnalare tempestivamente ogni situazione di pericolo o sospetto di maltrattamento, contribuendo così a una convivenza più sicura per i lupi e per l’intero ecosistema locale.



