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9 Giugno 2026

Perizia finale: i bambini della famiglia nel bosco possono tornare a casa

La psichiatra Simona Ceccoli ha depositato la perizia finale sul caso della famiglia nel bosco, aprendo la strada al rientro a casa dei tre bambini. Scopriamo i dettagli della relazione e le condizioni per il ricongiungimento.

Perizia finale: i bambini della famiglia nel bosco possono tornare a casa

Il caso della famiglia nel bosco ha raggiunto una fase cruciale con il deposito della perizia finale al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. La relazione, firmata dalla psichiatra Simona Ceccoli, rappresenta un passo fondamentale verso la decisione sul futuro dei tre minori, attualmente ospitati in una struttura protetta di Vasto.

La perizia, che si aggiunge a una prima relazione di 196 pagine e a circa 300 pagine di controdeduzioni, difende il lavoro svolto durante i test psicologici e risponde punto su punto alle critiche avanzate dai periti di parte della famiglia, Tonino Cantelmi e Martina Aiello.

Nel documento, la dottoressa Ceccoli sottolinea che la relazione non intende in alcun modo sostenere la permanenza dei minori in istituto, ma al contrario auspica che si realizzino quanto prima le condizioni necessarie per il loro rientro a casa. La psichiatra ha inoltre difeso la continuità affettiva e relazionale mantenuta dai bambini con i genitori durante il periodo di istituzionalizzazione.

I giudici del Tribunale hanno ora un mese di tempo per prendere una decisione definitiva. La scelta dovrà tenere conto di tre aspetti fondamentali: il benessere dei minori, le capacità genitoriali e le condizioni materiali di vita. I genitori, attualmente nella cosiddetta casa nel bosco, sono in attesa di trasferirsi nell’abitazione messa a disposizione dal Comune per consentire i lavori sul rudere considerato fatiscente dai giudici.

Le carenze educative e igienico-sanitarie

Nonostante la possibilità di rientro, i giudici rimangono fermi sulle carenze rilevate nei bambini in termini di maturità neuropsicologica, igiene sanitaria, educazione e aspetti relazionali. La perizia evidenzia che i minori sono arrivati in casa famiglia con significative carenze nelle competenze scolastiche di base e con una ridotta esposizione a contesti educativi e socializzanti.

La relazione sottolinea inoltre che i bambini sono cresciuti in un ambiente caratterizzato da isolamento socio-relazionale, con poche esperienze con i coetanei. Questi fattori potrebbero influenzare la decisione finale dei giudici, che dovranno valutare attentamente le condizioni per garantire il benessere dei minori.

Il riavvicinamento tra genitori e figli

Negli ultimi giorni, si è registrato un parziale riavvicinamento tra i genitori e i figli. Catherine può vedere i bambini una volta a settimana e sentirli in videochiamata due volte, mentre Nathan può incontrarli ogni mattina. Questi incontri regolati rappresentano un segnale importante sul piano umano, anche se non equivalgono ancora a un ricongiungimento familiare definitivo.

La decisione finale dei giudici dovrà quindi tenere insieme questi tre piani delicati: il benessere dei minori, le capacità genitoriali e le condizioni materiali di vita. Il conto alla rovescia è iniziato, e la speranza è che si possa trovare una soluzione che garantisca il miglior futuro possibile per i tre bambini.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.