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13 Giugno 2026

Divieto di dare da mangiare a piccioni, cornacchie e cinghiali: le multe a Trieste

A Trieste è vietato nutrire la fauna selvatica come piccioni, cornacchie e cinghiali. Scopri le nuove regole e le sanzioni previste

Divieto di dare da mangiare a piccioni, cornacchie e cinghiali: le multe a Trieste

Il Comune di Trieste ha deciso di contrastare la malsana abitudine di nutrire la fauna selvatica con un’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Dipiazza. La decisione è motivata da ragioni igienico-sanitarie e dalla necessità di prevenire il rischio di contagio da influenza aviaria, che ha recentemente colpito la zona costiera triestina.

L’ordinanza vieta l’alimentazione diretta o indiretta di qualsiasi specie selvatica, ad eccezione dei cinghiali, per i quali esiste già una legge nazionale. Le sanzioni previste vanno da 150 a 900 euro, con una riduzione a 300 euro in caso di violazione meno grave.

I casi di influenza aviaria a Trieste

Negli ultimi mesi, alcuni casi di influenza aviaria sono stati registrati lungo il litorale triestino, in particolare nella zona tra Duino e l’area costiera di Monfalcone, Grado e limitrofe. La presenza di avifauna selvatica, che si sposta senza particolari difficoltà, aumenta il rischio di contagio anche nelle aree di competenza dell’amministrazione comunale.

Per questo motivo, il sindaco Dipiazza ha deciso di emanare l’ordinanza che aumenta i controlli e i divieti, al fine di tutelare la salute pubblica e prevenire possibili rischi di contagio.

Come proteggere l’orto dai conigli selvatici

Se hai un orto e hai trovato un nido di conigli selvatici, non preoccuparti: è un evento naturale e regolato da leggi biologiche e dello Stato. In questa guida scoprirai come riconoscere il nido, perché lasciarlo dov’è e come difendere le tue colture senza fare del male agli animali.

Chi è il coniglio che frequenta il tuo orto?

In Italia ci sono due specie principali di conigli selvatici: il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) e la lepre comune (Lepus europaeus). Il coniglio selvatico è più piccolo, tozzo e vive in colonie, mentre la lepre è più grande, slanciata e solitaria. Solo il coniglio selvatico scava nidi nel terreno dell’orto.

Come riconoscere un nido di conigli

Il nido del coniglio selvatico è un capolavoro di mimetismo. La femmina scava una buca poco profonda, la fodera di erba secca, foglie e pelo e la richiude con uno strato di terra e materiale vegetale. I cuccioli restano nel nido per circa tre settimane, durante le quali la madre torna solo una o due volte al giorno per allattarli.

Perché non spostare il nido

Spostare i cuccioli, anche di pochi metri, è quasi sempre una condanna a morte: la madre non li ritrova e i piccoli muoiono di fame e ipotermia. Inoltre, in Italia è vietato catturare, detenere o uccidere conigli selvatici fuori dalle attività venatorie regolamentate. Se il nido ti crea un problema, contatta il Servizio Veterinario della ASL, la Polizia Provinciale o un CRAS.

Come proteggere l’orto dai conigli

La letteratura tecnica internazionale concorda su un punto: nessun repellente è efficace quanto una buona barriera fisica. Se l’orto è piccolo o medio, una recinzione ben progettata risolve il problema una volta per tutte.

La recinzione deve essere alta almeno 90-120 cm, con maglie non superiori a 2,5-3 cm. Inoltre, la rete va piegata a L e interrata per almeno 15-25 cm, oppure ripiegata orizzontalmente verso l’esterno per 30 cm appena sotto la zolla. Senza interro, il coniglio scava sotto in una sola notte.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.