La diffusione degli animali domestici in Italia è ormai un fenomeno consolidato: il 37,7% delle famiglie detiene complessivamente 25,5 milioni di esemplari, con una prevalenza di cani e gatti ma anche con presenza significativa di altri animali come pesci, uccelli e tartarughe.
Questa realtà nazionale si riflette anche nel territorio di Modena e nella sua area metropolitana, dove la domanda di prodotti e servizi legati agli animali da compagnia sta modellando nuove opportunità economiche.
La pet economy, intesa come l’insieme di beni e servizi rivolti agli animali da compagnia, non riguarda solo i consumi interni: a livello commerciale l’Italia presenta scambi rilevanti.
Nei dodici mesi conclusi a ottobre 2026 le esportazioni di prodotti del comparto hanno toccato i 827 milioni di euro, mentre le importazioni sono state pari a 1.098 milioni, con un saldo commerciale negativo di circa 270 milioni. Parallelamente, il made in Italy del settore mostra una dinamica positiva, crescendo del 3,5% nei primi dieci mesi del 2026 rispetto all’anno precedente.
Spesa delle famiglie modenesi per animali da compagnia
Nel territorio modenese la voce di bilancio dedicata agli animali da compagnia assume peso significativo. Nel 2026 la spesa complessiva delle famiglie per alimenti, prodotti veterinari, toelettatura, collari, guinzagli, cucce, addestramento e servizi di pensione e ospitalità raggiunge quasi i 100 milioni di euro. Di questi, circa 75 milioni sono destinati all’acquisto di articoli per gli animali e altri prodotti correlati, mentre 21 milioni rappresentano la spesa per servizi veterinari e servizi alla persona dedicati agli animali da compagnia. Questi numeri mostrano quanto la cura degli animali incida sul budget delle famiglie locali.
Il tessuto imprenditoriale: artigianato e servizi di cura
Accanto ai consumi crescono le imprese che rispondono a questa domanda. Nel comparto dei servizi di cura degli animali da compagnia — che include toelettatura, addestramento, custodia e pensione — Modena presenta una forte componente artigiana: 53 imprese artigiane su 87 totali, pari al 60,9% del settore. Questa incidenza di artigianato è circa il doppio rispetto alla media dell’economia locale, segnalando una spiccata vocazione territoriale per servizi personalizzati e a misura di animale.
Andamento recente e confronto con l’artigianato totale
Il settore mostra performance positive anche nell’ultimo periodo osservato: nel primo trimestre 2026 le imprese artigiane dei servizi per animali da compagnia registrano una crescita del +1,9% rispetto allo stesso periodo del 2026, in netto contrasto con il calo dello 0,1% registrato per l’insieme dell’artigianato modenese. Questo trend segnala non solo una resilienza, ma anche la creazione di nuove nicchie di mercato legate ai cambiamenti nei modelli di consumo e alle aspettative dei proprietari di animali.
Crescita decennale e prospettive
Considerando un orizzonte più ampio, la trasformazione è ancora più evidente: rispetto al primo trimestre del 2014 le imprese artigiane del segmento cure per animali da compagnia in provincia di Modena sono cresciute del +112%. Questo aumento a tripla cifra indica come, nell’arco di dieci anni, si sia consolidata una filiera territoriale capace di rispondere a una domanda in espansione con servizi differenziati e professionalizzati.
Implicazioni e opportunità per il territorio
L’interazione tra consumi delle famiglie e sviluppo delle imprese genera effetti concreti per l’economia locale: dalla domanda di prodotti specializzati al rafforzamento di competenze professionali come il grooming e l’addestramento. Per le realtà imprenditoriali di Modena e provincia la sfida è trasformare questa domanda in offerta qualificata, puntando su made in Italy, servizi su misura e sinergie tra negozi, cliniche veterinarie e strutture di ospitalità per animali. Inoltre, la bilancia commerciale negativa a livello nazionale evidenzia spazi per rafforzare le esportazioni di prodotti italiani per animali.
In sintesi, la pet economy a Modena è un settore in crescita che combina consumi familiari rilevanti con un tessuto imprenditoriale fortemente artigiano e dinamico. Le cifre del 2026 e i dati parziali del 2026 delineano un quadro in cui innovazione, qualità e specializzazione possono rappresentare leve decisive per consolidare il ruolo del territorio nel panorama nazionale del mercato degli animali da compagnia.

