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Il 29 maggio 2026, il Senato ha approvato definitivamente la legge n. 82/2026, un passo importante per la tutela degli animali in Italia. Questa normativa, entrata in vigore il 1 luglio 2026, si allinea con l’emendamento dell’articolo 9 della Costituzione, che riconosce la protezione degli animali come un valore fondamentale della nostra società.
La legge introduce modifiche significative al codice penale, aumentando le sanzioni per chi commette reati contro gli animali e implementando misure preventive per contrastare il maltrattamento.
Modifiche al codice penale
Le nuove disposizioni legislative apportano cambiamenti rilevanti al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, rinominato “Dei delitti contro gli animali”.
Questa riformulazione elimina il riferimento al “sentimento per gli animali”, ponendo invece l’accento sulla loro senzienza e sul diritto alla protezione. Di seguito, sono evidenziate alcune delle principali modifiche introdotte:
Aumento delle sanzioni
La pena pecuniaria per chi commette reati contro gli animali è stata elevata da 3.000-15.000 euro a 15.000-30.000 euro.
Inoltre, è stata estesa la responsabilità a chi partecipa a spettacoli di maltrattamento, non solo ai proprietari degli animali. Le pene detentive sono state aumentate: la reclusione per chi gestisce combattimenti tra animali passa da 1-3 anni a 2-4 anni, mentre chi partecipa a tali eventi affronta ora una reclusione da 3 mesi a 2 anni e una multa che varia tra 5.000-30.000 euro.
Inoltre, le pene per chi infligge sofferenze prolungate agli animali sono state inasprite: la reclusione può arrivare fino a 4 anni, accompagnata da sanzioni pecuniarie che possono raggiungere i 60.000 euro.
Nuove misure di protezione
La legge introduce anche misure preventive per garantire il benessere degli animali. È previsto che gli animali vittime di reato non possano essere abbattuti o ceduti fino alla sentenza definitiva. Il nuovo articolo 260-bis del codice di procedura penale stabilisce che gli animali possano essere affidati a enti o associazioni, a fronte di una cauzione. Chi commette reati abituali contro gli animali potrà essere soggetto a misure di prevenzione simili a quelle previste dal codice antimafia.
Protezione delle specie selvatiche
Le sanzioni per l’uccisione o la detenzione di specie animali selvatiche protette sono state aumentate. La reclusione per tali atti va da 3 mesi a 1 anno, con multe che raggiungono 8.000 euro. Inoltre, chi distrugge habitat protetti può affrontare pene detentive da 3 mesi a 2 anni e una multa minima di 6.000 euro.
Implicazioni future e responsabilità
La legge non si limita a inasprire le pene, ma stabilisce anche un sistema di monitoraggio e responsabilità per gli enti coinvolti in reati contro gli animali. È stato introdotto un articolo specifico nel decreto legislativo 231/2001 che prevede sanzioni per le organizzazioni che commettono tali reati. Inoltre, è fissato il divieto di tenere animali legati con catene, salvo documentate necessità, con multe che vanno da 500 a 5.000 euro.
Questa riforma rappresenta un passo significativo verso una maggiore consapevolezza sociale riguardo al benessere animale, sottolineando l’importanza di un approccio etico nella nostra interazione con gli animali. La legge, quindi, non solo inasprisce le sanzioni, ma promuove anche un cambiamento culturale nella percezione della dignità degli animali.





