Da tempo i felini hanno imparato a farsi spazio dove più sembra impossibile: tra bancarelle rumorose, vicoli affollati o sotto le colonne di un’antica città sepolta. Gatti di strada e gatti di Pompei condividono la stessa capacità di trasformare qualsiasi ambiente in un regno personale, attirando l’attenzione di chiunque passi di lì.
Le passeggiate urbane catturate da Marcel Heijnen
Il fotografo olandese Marcel Heijnen ha scelto questi animali come protagonisti dei suoi progetti internazionali. Senza mai forzare l’inquadratura, l’artista segue i felini dove li porta il loro istinto, ottenendo scatti in cui il gatto sembra già appartenere al contesto. Le immagini mostrano non solo l’animale ma anche la cultura visiva del luogo: negozi, mercati, tram vie di Hong Kong, le luci di Istanbul o le strade affollate della Cina.
I mercati di Hong Kong, Istanbul e la Cina come sfondo felino
Nei Shop Cats of Hong Kong i felini si appollaiavano su scaffali carichi di prodotti esotici, osservando i clienti con aria di superiorità. A Istanbul, nei vicoli del Grand Bazaar, le city cats dormivano accanto a spezie colorate, regalando una scena quasi surreale. In Cina, l’autore ha documentato gatti che si infiltravano tra le bancarelle di Shenzhen, facendo da contrappeso umano all’urgenza del commercio. In ogni scatto, la presenza felina diventa un ponte tra tradizione e modernità offrendo al pubblico la sensazione di essere dentro una storia vissuta.
I gatti di Pompei: storia, gestione e il nuovo libro
Nel cuore del sito UNESCO, una colonia felina conta tra i quaranta e i cinquanta esemplari. Personaggi come Lince il “dominatore” dell’archeodiffusione, e Umberto la mascotte bianco-nero che accompagna i visitatori tra le domus, sono diventati vere e proprie attrazioni. La loro vita quotidiana è ora narrata nel volume Gatti di Pompei pubblicato da Giunti Editore in collaborazione con il Parco Archeologico.
Il ruolo della colonia felina e le attività di Archeogatti
La gestione della colonia è affidata a Archeogatti Onlus che, con il supporto dei veterinari dell’ASL e del personale di vigilanza, cura la salute dei felini, ne regola l’alimentazione e organizza campagne di sterilizzazione. Un sistema di videosorveglianza impedisce gli abbandoni, mentre le adozioni di alcuni esemplari, soprannominati “gatti archeologi”, contribuiscono a finanziare le attività di protezione. Il libro non è solo una raccolta di immagini; è anche un appello a sostenere queste iniziative attraverso donazioni o adozioni.
Le fotografie, donate dall’archeologa e fotografa Silvia Vacca catturano i gatti nei momenti di quiete, quando le antiche vie di Pompei tornano silenziose. Attraverso questi scatti, il lettore scopre una Pompei inedita, dove la tutela del patrimonio culturale coesiste con la presenza di una colonia felina da secoli radicata. Il risultato è una narrazione visiva che unisce storia, conservazione e amore per gli animali.
Che sia Marcel Heijnen con le sue foto itineranti o il progetto Gatti di Pompei la loro presenza arricchisce il panorama urbano e archeologico, invitandoci a guardare più attentamente il mondo che ci circonda.



