I cani hanno sempre avuto un legame speciale con gli esseri umani, ma fino a che punto riescono a comprendere le nostre emozioni? Una recente ricerca ha gettato nuova luce su questa affascinante capacità dei nostri amici a quattro zampe.
Attraverso l’uso della risonanza magnetica funzionale i ricercatori hanno osservato l’attività cerebrale di 14 cani mentre guardavano immagini di volti umani con diverse espressioni emotive. I risultati, pubblicati su iScience mostrano che i cani sono in grado di distinguere tra emozioni positive e negative, con una particolare sensibilità verso la felicità.
Le aree cerebrali coinvolte
Lo studio ha rivelato che i volti felici attivano principalmente la corteccia temporale destra e il nucleo caudato una struttura associata a ricompense e segnali positivi. Questo suggerisce che i cani percepiscono il sorriso umano come un segnale di valenza positiva.
Le emozioni negative, come la rabbia, la paura e la tristezza, hanno attivato schemi di attività cerebrali distinti. Tuttavia, i cani hanno avuto difficoltà a distinguere tra rabbia e tristezza, indicando che alcune emozioni possono essere più complesse da interpretare.
La metodologia dello studio
Per ottenere dati accurati, i cani sono stati addestrati a rimanere immobili all’interno dello scanner per sessioni di sei minuti. Questo metodo ha permesso di osservare l’attività cerebrale senza ricorrere alla sedazione, garantendo risultati più affidabili.
Il campione includeva diverse razze, tra cui border colliegolden retriever e labrador tutte razze note per la loro capacità di interagire con gli esseri umani. Tuttavia, il gruppo di ricerca ha sottolineato che il campione ridotto rappresenta un limite dello studio, e ulteriori ricerche saranno necessarie per estendere i risultati a tutte le razze di cani.
Implicazioni e future ricerche
Questa scoperta ha importanti implicazioni per la comprensione del legame tra cani e esseri umani. La capacità dei cani di riconoscere le emozioni umane potrebbe essere il risultato di una lunga storia di convivenza e domesticazione, ma sono necessari ulteriori studi per verificare questa ipotesi.
Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che i cani basano le loro percezioni su un insieme di messaggi, non solo sulle immagini statiche. L’olfatto, ad esempio, gioca un ruolo cruciale nel riconoscimento delle emozioni, con l’odore del proprietario che attiva il sistema di ricompensa del cervello canino.



