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30 Giugno 2026

Cani randagi e parchi pubblici: le ordinanze che dividono

In diverse città italiane, le amministrazioni locali stanno introducendo nuove regole per gestire la presenza di cani randagi e domestici negli spazi pubblici. Scopri i dettagli delle ordinanze e le reazioni dei cittadini.

Cani randagi e parchi pubblici: le ordinanze che dividono

In diverse città italiane, le amministrazioni locali stanno introducendo nuove regole per gestire la presenza di cani randagi e domestici negli spazi pubblici. Queste misure, volte a garantire la sicurezza e l’igiene, stanno suscitando reazioni contrastanti tra i cittadini. Da un lato, ci sono coloro che apprezzano gli sforzi per migliorare la convivenza tra animali e persone, dall’altro, chi vede queste ordinanze come un limite eccessivo alla libertà dei proprietari di cani.

Olbia: divieto di alimentare i cani randagi

Nella zona industriale di Olbia, il sindaco Settimo Nizzi ha firmato un’ordinanza che vieta di dare da mangiare ai cani randagi. Questa decisione è stata presa per tutelare la pubblica incolumità e per non vanificare gli sforzi messi in campo per combattere il fenomeno del randagismo, che nel distretto produttivo del Cipnes ha assunto dimensioni preoccupanti.

L’ordinanza è stata adottata anche a seguito di numerose segnalazioni e di episodi di aggressione a ciclisti e pedoni. La realizzazione della pista ciclopedonale in fase di completamento ha reso ancora più urgente la necessità di regolamentare la presenza dei cani randagi nell’area. Le autorità locali stanno collaborando con l’ASL per mappare la presenza degli animali e catturarli, al fine di contenere il fenomeno.

Pontirolo Nuovo: limitazioni all’accesso dei cani nei parchi

Nel comune di Pontirolo Nuovo, una petizione online ha raccolto 459 firme di abitanti contrari alla decisione del Comune di limitare l’accesso dei cani ai parchi pubblici. L’ordinanza, firmata dal comandante della polizia locale Michele Maltese il 2 aprile, consente ai proprietari di raggiungere esclusivamente le aree di «sgambamento», ovvero gli spazi recintati dove i cani possono correre liberamente.

I promotori della petizione sostengono che l’ordinanza crea disagio ai proprietari di cani, costringendoli a percorrere solo i marciapiedi o poche aree verdi tra le abitazioni. Inoltre, anziani o persone senza auto devono fare i conti con i divieti comunali. La richiesta al Comune è che l’ordinanza venga modificata, consentendo l’accesso ai cani in tutti i parchi con l’obbligo del guinzaglio e aumentando i controlli per chi non raccoglie le deiezioni.

La difesa della sindaca Erika Bertocchi

La sindaca Erika Bertocchi ha replicato alle critiche, spiegando che l’ordinanza mira a garantire la sicurezza, l’igiene e la serenità nei luoghi pubblici frequentati dai cittadini, soprattutto da bambini e famiglie. Secondo la sindaca, non esiste alcun divieto generalizzato di accesso dei cani nei parchi: l’ordinanza disciplina l’utilizzo di specifiche aree verdi, distinguendo nettamente gli spazi dedicati ai bambini dagli spazi dedicati agli animali.

Bertocchi ha sottolineato che il Comune non solo non ha escluso i cani dai parchi, ma ha già realizzato aree appositamente dedicate allo sgambamento in tre parchi pubblici su sei e sta lavorando alla realizzazione di una ulteriore area dedicata ai cani in via Matteotti. L’obiettivo è investire per una gestione degli spazi pubblici più moderna, civile e organizzata, dove i diritti di alcuni non prevarichino sugli altri.

La sindaca ha anche ricordato che il regolamento urbano prevede l’applicazione di sanzioni per chi non raccoglie le deiezioni canine o non si occupa di ripulire lo spazio sporcato dal proprio animale. Queste regole non sono punitive, ma mirano a garantire condizioni di igiene pubblica e rispetto per il territorio e per le persone che lo abitano.

Autore

Greta Salvati

Greta Salvati, giornalista specializzata in animali domestici e benessere animale, divulga consigli su cura, salute e convivenza con cani, gatti e altri animali, basandosi su fonti veterinarie.