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La comunità di Porto Recanati è stata scossa da una scoperta agghiacciante che ha suscitato interrogativi e indignazione tra i residenti. Sabato 6 febbraio 2026, una volontaria dell’associazione amici animali ODV ha fatto un incontro terribile nella zona di Scossicci.
L’animale trovato, un maremmano, era decapitato e legato, un’immagine che ha lasciato tutti senza parole.
La situazione è peggiorata quando, dopo l’intervento delle forze dell’ordine e di vari gruppi di protezione animale, sono state rinvenute altre 27 carcasse di cani, oltre a un gatto.
Questi animali erano stati abbandonati in sacchi di plastica, in condizioni di avanzata decomposizione e senza microchip, il che rende difficile risalire ai loro proprietari o alla loro storia.
Un cimitero abusivo di animali
Il luogo del ritrovamento, lungo la scarpata ai lati del cavalcavia dell’A14, ha svelato un vero e proprio cimitero abusivo di animali.
Le carcasse erano nascoste tra i rovi e i rifiuti, un segno di una crudeltà inimmaginabile. Le indagini condotte dai Carabinieri Forestali e dalle Guardie Zoofile stanno cercando di ricostruire i fatti e capire la portata di questa atrocità.
Le indagini in corso
Attualmente, le autorità stanno esaminando varie ipotesi riguardanti le cause di questo scempio. Tra le possibilità si ipotizza che gli animali siano stati uccisi e abbandonati in questo modo per sfuggire all’identificazione. Il fatto che alcuni di loro fossero stati decapitati suggerisce un tentativo di rimuovere i microchip, rendendo difficile la loro tracciabilità.
Un appello alla comunità
In risposta a questa situazione allarmante, l’associazione Amici Animali ODV ha lanciato un appello disperato alla comunità locale. Chiunque abbia informazioni, per quanto piccole possano sembrare, è invitato a farsi avanti. È fondamentale che la comunità si unisca per garantire giustizia per questi animali innocenti e per fermare chi compie tali atti barbarici.
Per facilitare la raccolta di informazioni, l’associazione sta valutando l’idea di offrire una ricompensa a chi fornirà dettagli utili alle indagini. La speranza è che, attraverso la collaborazione collettiva, si possano ottenere risultati e portare i colpevoli di fronte alla giustizia.
La necessità di una risposta collettiva
Questo tragico evento ha messo in luce non solo la brutalità di alcuni individui, ma anche l’importanza della sensibilizzazione sul maltrattamento animale. È essenziale che la comunità si mobiliti, non solo per denunciare atti simili, ma anche per promuovere una cultura di rispetto e cura verso gli animali, affinché simili atrocità non possano più ripetersi.





