Salta al contenuto
16 Giugno 2026

Critiche alla proposta di legge sul patentino per cani

Esplora le ambiguità della proposta di legge sul patentino per cani e le sue conseguenze.

critiche alla proposta di legge sul patentino per cani 1768770538

Nel settembre dello scorso anno, il Senato ha ricevuto una proposta di legge riguardante ilpatentino per cani, identificata con il numero 1527, per la quale è stata avviata una discussione nella 10° Commissione Affari Sociali. Questa proposta, intitolata “Norme specifiche per alcune tipologie di cani a tutela del loro benessere e della pubblica incolumità”, presenta diversi punti critici che meritano un’analisi approfondita.

Il concetto di “save list”

Una delle principali caratteristiche di questa proposta è l’introduzione di una“save list”, che contiene una selezione di razze canine considerate potenzialmente problematiche. Questi cani, secondo la normativa, dovrebbero essere “salvati” da situazioni di maltrattamento o abbandono, a causa della gestione irresponsabile da parte dei loro proprietari. Tuttavia, il termine “save list” sembra contraddire l’intento di protezione, creando confusione riguardo a chi realmente dovrebbe essere tutelato.

Tipologie di razze e pedigree

È importante chiarire che la proposta si riferisce a soggetti canini che, sebbene possano apparire come appartenenti a determinate razze, non sono ufficialmente riconosciuti come tali senza unCertificato Genealogicoo pedigree. In Italia, questo documento è emesso dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (E.N.C.I.) e attesta la purezza della razza, considerando solo gli animali nati da genitori registrati in un Libro Origini.

Formazione e test per i proprietari

Secondo la proposta, i proprietari di cani appartenenti alla “save list” e i loro incroci sono obbligati a completare un percorso formativo, culminante in un test per ottenere ilpatentino. Questo processo include anche il superamento del test pratico “Cae 1”, organizzato dall’E.N.C.I., che verifica la socializzazione e l’affidabilità del cane in ambienti urbani, conferendo così uncertificato di affidabilitàper il duo cane-proprietario.

Le eccezioni per i cani con pedigree

Tuttavia, la proposta prevede un’importante eccezione: i cani dotati di pedigree, e quindi ufficialmente riconosciuti come di razza, sono esentati dall’obbligo di seguire questo percorso formativo. Questo implica che i proprietari di tali cani non dovranno affrontare alcun tipo di formazione, sulla base dell’assunto che la selezione genealogica garantisca una predisposizione innata all’equilibrio e all’affidabilità. Ma ci si chiede: possono davvero i cani con pedigree essere considerati immuni da potenziali maltrattamenti da parte di proprietari irresponsabili?

Conseguenze per i cani senza pedigree

Questa legge sembra penalizzare in modo significativo i cani che non dispongono di pedigree, relegandoli a una posizione di svantaggio. Gli animali che rientrano nella categoria delle “tipologie di razze” e i loro incroci, spesso invisibili e trascurati nei canili, potrebbero affrontare un futuro ancora più cupo. Le adozioni per questi cani, già difficili, potrebbero diminuire ulteriormente, lasciandoli a languire in strutture sovraffollate.

Rischi di abbandono e maltrattamento

Inoltre, la proposta prevede undivieto di cessioneper i cani senza pedigree, il che potrebbe aggravare la loro situazione. Ci si chiede: è questo il vero significato di protezione e salvataggio? Rischiamo di vedere questi animali condannati all’oblio, privati di opportunità di adozione e di una vita migliore.

Conclusione e riflessioni finali

Ci auguriamo che il dibattito non porti all’approvazione di un testo che sembra essere intriso didiscriminazioni inaccettabilie che non raggiunge gli obiettivi di protezione e benessere dichiarati. La vera sfida è trovare soluzioni che tutelino tutti i cani, indipendentemente dal loro pedigree, garantendo loro un futuro migliore.

Autore

Staff